Sharing mobility, in Italia trend in crescita. Milano in testa
La quinta Conferenza Nazionale sulla Sharing Mobility ha delineato il quadro della mobilità condivisa in Italia. Milano, Roma, Torino e Firenze sono le 4 città in cui sono presenti tutti i servizi di sharing mobility
La sharing mobility ha superato lo shock pandemia ed ha ripreso a crescere: nel 2021 scooter, bike e monopattini in sharing hanno superato i valori del 2019 pre-pandemia, ed il car sharing li sta raggiungendo in queste settimane.
Sono quattro le città italiane dove sono presenti tutti i quattro servizi di mobilità condivisa (car, bike, scooter, monopattini): Milano, Roma, Torino e Firenze. Ma confrontando i dati sui noleggi giornalieri in Italia con lo Shared Mobility Index di Fluctuo, che tiene sotto osservazione 16 città europee, emerge che il trend positivo registrato in 6 città italiane monitorate (Milano, Torino, Roma, Bologna, Cagliari e Palermo) è in linea e addirittura migliore di quello europeo.
È quanto emerge dal Quinto Rapporto Nazionale presentato alla Quinta Conferenza Nazionale sulla Sharing Mobility.
Le città italiane della sharing mobility
Milano si conferma la città della sharing mobility e della multimodalità: è prima in tutti e 3 gli indicatori (percorrenze, numero veicoli, numero noleggi) e dispone di tutte le tipologie di vehicle sharing.
Cresce Roma e si classifica al secondo posto, soprattutto in termini di flotte. Al terzo posto Torino; seguono poi altre città metropolitane (Bologna, Firenze, Bari, Genova). Nei primi 10 anche città medio piccole, come Pescara, Rimini, Verona.
Da segnalare anche Brescia, con un bike sharing pubblico molto efficiente e un car sharing station based. Tra le città piu grandi Napoli rimane indietro, non ha un servizio di scooter sharing e il car sharing è di piccole dimensioni.
Le città che hanno almeno un servizio sharing mobility sono così suddivise: 26 al nord, 10 al centro e 13 al sud. Il sud è la parte di Italia che, più delle altre, ha scelto il monopattino come modalità unica di sharing mobility, con ben sei città: Catania, Enna, Messina, Trapani, Cagliari e Sassari. Mentre le uniche città del sud con almeno 2 servizi sono Napoli e Palermo.
Muoversi con leggerezza
Nell’arco degli ultimi 5 anni il peso medio di un veicolo in sharing è passato da 400kg a 120kg. Il 91% dei veicoli in condivisione in Italia sono veicoli di micromobilità (monopattini, biciclette, scooter).

Una tendenza che si spiega con la preferenza delle persone per il noleggio di veicoli che non hanno problemi di parcheggio, che permettono di ridurre i tempi di percorrenza e azzerare o quasi gli impatti ambientali, in quanto veicoli senza motore o con motore elettrico.
Tuttavia emerge la necessità di migliorare, nelle città italiane, la dotazione di infrastrutture adatte, compresi parcheggi dedicati, per garantire spazi e sicurezza a tutte le modalità di trasporto.
Le nuove sfide della sharing mobility
Nonostante i numeri che confermano la maturità raggiunta dalla sharing mobility, il futuro presenta nuove sfide. Secondo quanto emerso dai lavori della Conferenza, sarà necessario aumentarne la diffusione (più del 50% dei capoluoghi italiani non dispongono ancora di un servizio di sharing); superare il divario nord/centrosud; svilupparla anche nelle città medio-piccole.
L’Osservatorio ha simulato quale sarebbe l’ordine delle risorse da impegnare annualmente per istituire un efficace servizio di bike sharing nei 76 capoluoghi che ancora non ne dispongono. Mettere su strada circa 35.000 biciclette in condivisione, servendo circa 7 Milioni di italiani in più rispetto ad oggi, significherebbe aumentare la dotazione di risorse del Fondo Nazionale per il trasporto pubblico locale di solo lo 0,5% all’anno.
Un altro elemento importante emerso nella Conferenza è quello relativo al ruolo che potranno avere, nei prossimi anni, le stazioni ferroviarie come “catalizzatori” di mobilità condivisa, consentendo ai vari servizi di sharing di disporre di spazi dedicati e facilmente individuabili.

