Da oggi nuovi rincari per le sigarette (Foto Pixabay)

Scattano oggi nuovi rincari per le sigarette. Entrano infatti in vigore una serie di modifiche tariffarie che comportano una serie di aumenti generalmente compresi fra i 10 e i 12 centesimi. Il listino dei prezzi, pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e Monopoli, è riportato anche sul sito della Federazione Tabaccai.

Le entrate dello Stato garantite dalle accise sui tabacchi sono passate dai 10,23 miliardi di euro del 2015 ai 15 miliardi di euro stimati per il 2023, con un incremento di 4,77 miliardi di euro (+46,6%). Sono i dati riportati dal Codacons per il quale il rapporto tra consumatori e imposte va riequilibrato: ad oggi è necessario attuare delle misure che siano più incisive al fine di arginare i rincari delle accise. Questo il presupposto dell’associazione che interviene sui nuovi rincari per le sigarette.

Basta fare un veloce recap sui prezzi: un pacchetto di Camel blue nel 2015 costava 4,60 euro contro i 5,40 euro odierni, con un aumento del +17,4%; le Philip Morris Red sono passate da 4,50 a 5,30 euro (+17,8%), le Rothmans da 4,20 a 5,00 euro (+19%). Un pacchetto di Dunhill International raggiunge oggi il prezzo di 6,70 euro.

“In linea generale siamo favorevoli all’aumento dei prezzi dei prodotti che danneggiano la salute e mettono a rischio la vita umana, ma intervenire solo sui listini delle sigarette sembra sortire effetti solo sui conti dello Stato, e non sulla salute pubblica”, dichiara il presidente Carlo Rienzi.

La discussione si gioca sul rapporto benessere economico/benessere della salute.

“Tra il 2015 e il 2022, in base ai dati ufficiali dell’Iss, il numero di fumatori è sceso solo di 1 milione, passando da 11,5 milioni di persone (il 22% della popolazione) a 10,5 milioni (il 20,5% della popolazione) – prosegue il Codacons – Questo dimostra che, oltre ad intervenire sui prezzi con innegabili vantaggi per le casse statali, serve avviare una battaglia serrata al fumo e alla dipendenza da fumo, con misure davvero efficaci che allontanino i cittadini, soprattutto i giovani, dalle sigarette”.


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