Il Decreto Rilancio modifica il sistema dei voucher

Il Decreto Rilancio modifica il sistema dei voucher

Sono ancora tanti i cittadini alle prese con le richieste di rimborso dei viaggi annullati e le relative difficoltà, legate in particolar modo all’uso dei voucher. L’emergenza Covid-19 ha causato un forte impatto sulla vita dei cittadini e sull’economia italiana ed il settore viaggi e trasporti ne ha risentito sicuramente in modo particolare. I divieti di spostamento, ma anche la paura del contagio, hanno portato migliaia di persone a cancellare la propria vacanza o a disdire le prenotazioni per viaggi programmati nei mesi estivi.

Rimborso viaggi, le Associazioni chiedono maggiori tutele

Secondo quanto rilevato dalle associazioni a tutela del consumatore Konsumer e Codici, molti turisti hanno lamentato la difficoltà di ottenere il rimborso da parte dell’agenzia o del portale presso il quale avevano effettuato l’acquisto, i quali avevano offerto soltanto di posticipare le date o di emettere un voucher. Oggetto di discussione l’art. 28 del Decreto Legge del 2 marzo 2020.

“Con il Decreto Legge del 2 marzo 2020, è stato stabilito all’art. 28 il diritto al rimborso in favore di chi abbia acquistato un biglietto o un pacchetto turistico, senza poter effettuare il viaggio o la vacanza per motivazioni connesse all’epidemia derivante da COVID 19 – ha dichiarato l’Avvocato Giovanni Franchi, esperto in diritto dei consumatori e Presidente per la Regione Emilia-Romagna dell’associazione Konsumer

Il vettore, dunque, entro quindici giorni dalla comunicazione effettuata dal cliente, dovrà procedere al rimborso del corrispettivo versato o emettere un voucher di pari importo, utilizzabile entro un anno dall’emissione. Questo, dunque, non dovrebbe lasciare spazio ad equivoci, ma la questione dei voucher sembrerebbe, di fatto, tutelare solo il venditore e non certo l’acquirente”.

Secondo Konsumer, questa norma impedisce ai consumatori di poter recuperare il denaro speso, consistente talvolta in i somme ingenti, obbligandoli a fruire di viaggi in tempi da loro non scelti che, magari, non si sposano con i loro impegni o con il desiderio di restare a casa in un momento così particolare.

 

Rimborso viaggi, le Associazioni chiedono maggiore chiarezza sui voucher
Rimborso viaggi, le Associazioni chiedono maggiore chiarezza sui voucher

Codici: cosa accadrà alla scadenza del voucher?

Parere analogo quello espresso da Codici, che scrive una lettera al Governo chiedendo di fare chiarezza sulla questione dei voucher per i viaggi annullati e di regolamentarne in modo corretto e dettagliato l’utilizzo. Ad esempio, cosa accadrà alla scadenza dell’anno di emissione?

“Molti consumatori non vorrebbero accettare i voucher proposti, perché non sanno se e quando potranno effettuare il viaggio, e preferirebbero ricevere un rimborso in denaro – afferma l’avvocato Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – L’articolo 28, comma 5, del Decreto Legge n. 9 del 2 marzo 2020 ha stabilito che, in caso di annullamento della vacanza durante l’emergenza Covid-19, il tour operator possa scegliere se restituire il prezzo o emettere un voucher in favore del viaggiatore, di importo pari a quello versato e da utilizzare entro un anno dall’emissione. Il legislatore, però, non ha previsto cosa accadrà alla scadenza dei 12 mesi in caso di mancato utilizzo del voucher”.

L’avvocato Stefano Gallotta, Responsabile del settore Trasporti e Turismo di Codici, riporta il caso della Francia, dove un’ordinanza del 25 marzo ha previsto che l’operatore turistico possa offrire voucher con una durata di validità di 18 mesi dall’emissione; alla scadenza di questo periodo, se il voucher non è stato utilizzato, il cliente può ottenere un rimborso monetario.

“In Italia non c’è alcuna chiarezza su questo aspetto – afferma Gallotta – come sulle relative modalità di utilizzo, sulla cedibilità a terzi, e questo porterà inevitabilmente ad un’infinità di contenziosi. Non è certo questa una prospettiva auspicabile”.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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