Al via il progetto RI-PESCATO, per la distribuzione del pesce confiscato

Al via il progetto RI-PESCATO, per la distribuzione del pesce confiscato

Dal mercato illegale al mercato solidale finalizzato a recupero, lavorazione e distribuzione agli enti caritativi del pesce sequestrato: questi gli obiettivi del progetto nazionale “RI-PESCATO“, che Intesa Sanpaolo e Banco Alimentare hanno presentato oggi ai Mercati Agro-Alimentari Sicilia (MAAS).

RI-PESCATO, il progetto

La Sicilia è la prima regione ad aver sviluppato l’iniziativa, grazie al lavoro congiunto di diversi soggetti: le Capitanerie di Porto siciliane, il MAAS – Mercati Agro-Alimentari Sicilia, la Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva, gli enti caritativi convenzionati con la rete del Banco Alimentare. Nei primi 18 mesi di sperimentazione, il progetto ha consentito la distribuzione di circa 83.000 pasti a persone bisognose grazie al recupero di oltre circa 12.000 kg di pescato di frodo.

 

Progetto RI-PESCATO
Progetto RI-PESCATO

Le fasi dell’attività

L’attività si articola in diverse fasi. Il prodotto, dopo la confisca, viene conservato in celle frigorifere idonee, fino alla certificazione di idoneità al consumo umano da parte dell’ASP entro 24 – 48 ore. Successivamente viene trasferito con appositi furgoni refrigerati presso cooperative locali per essere lavorato, congelato e infine distribuito alle organizzazioni caritative siciliane.

Coldiretti: pesce confiscato su tavole di 4 milioni di cittadini

“Salgono a 4 milioni i poveri che, con l’aggravarsi della situazione in autunno per le conseguenze dell’emergenza Covid-19, saranno costretti a chiedere aiuto nelle mense o con la distribuzione di pacchi alimentari – ha commentato il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini, nell’ambito dell’incontro di presentazione del progetto “Ri- pescato”.

“Salvare il cibo sequestrato sul mercato illegale per destinarlo agli indigenti – sottolinea la Coldiretti – è un contributo importante anche alla riduzione degli sprechi con un impegno importante dell’Italia in occasione della Giornata internazionale della Consapevolezza sugli sprechi e le perdite alimentari proclamata dall’ONU per il 29 settembre”.

In Italia si calcola, infatti, che vengano persi ogni anno circa 36 kg di alimenti a testa secondo Waste Watcher, nonostante oltre la metà degli italiani (54%) abbia diminuito o annullato gli sprechi alimentari.

“Dal campo alla tavola – evidenzia la Coldiretti – gli sprechi costano 16 miliardi di euro in un anno. Il recupero del cibo non è solo una questione etica, ma determina anche effetti sul piano economico e ambientale per l’impatto sul dispendio energetico e sullo smaltimento dei rifiuti”.

“RI-PESCATO”, un contributo contro il cibo illegale

“Il progetto – prosegue il presidente della Coldiretti Ettore Prandini – rappresenta anche un contributo alla lotta contro il cibo illegale, per la quale è importante la riforma dei reati in materia agroalimentare con il testo predisposto da Giancarlo Caselli nell’ambito dell’Osservatorio Agromafie”.

E sul pesce chiede di “garantire la trasparenza dell’informazione ai consumatori estendendo l’obbligo dell’indicazione di origine anche ai menu dei ristoranti con una vera e propria “carta del pesce’”, oltre ai passi avanti già fatti sull’etichettatura nei banchi di vendita, che devono però essere accompagnati anche dall’indicazione della data in cui il prodotto è stato pescato”.

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