cambiamo agricoltura

#CambiamoAgricoltura

La Coalizione  #CambiamoAgricoltura apre alla sottoscrizione di tutti i cittadini il Manifesto per la transizione ecologica dell’agricoltura.

Con questo Manifesto la Coalizione, che riunisce associazioni del mondo ambientalista e del biologico italiane per chiedere una riforma della politica agricola a tutela di agricoltori, ambiente e cittadini, chiede «un Piano Strategico Nazionale della PAC che garantisca un futuro dell’agricoltura italiana giusto, equo e sostenibile per gli agricoltori, i consumatori e l’ambiente».

Più cittadini firmeranno il Manifesto per la transizione ecologica dell’agricoltura, «più forte sarà l’azione di lobby della società civile sul Governo e le Regioni per condizionare la redazione del documento di programmazione della PAC post 2022».

PAC, oggi riunione dei Ministri dell’Agricoltura Ue

L’iniziativa viene lanciata oggi, spiega la Coalizione, nel giorno in cui i Ministri dell’Agricoltura dei Paesi UE si incontrano in Lussemburgo per discutere dell’avanzamento dei rispettivi Piani Strategici Nazionali della PAC. Si tratta di una sessione a porte chiuse del Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura Europea.

Si discuterà anche dello stato di avanzamento della redazione dei Piani Strategici Nazionali (PSN) che ogni Stato dovrà redigere entro il prossimo gennaio per l’utilizzo dei fondi della Politica Agricola Comune (PAC) post 2022, che impegnerà il 32% del bilancio comunitario con circa 400 miliardi di euro, di cui 38 miliardi destinati all’Italia.

«Non è un segnale rassicurante che i Ministri discutano di questo tema a porte chiuse – dichiarano le Associazioni della Coalizione #CambiamoAgricoltura – Lo scorso mese con una lettera firmata insieme alle altre coalizioni europee abbiamo chiesto alla Commissione Europea di vigilare sulla trasparenza di questo processo, ma il fatto che in questa occasione il dibattito sui PSN non sia pubblico non è un segnale positivo».

 

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Manifesto per la transizione ecologica dell’agricoltura, le iniziative di #CambiamoAgricoltura

 

Il dibattito italiano

La Coalizione spiega che il dibattito italiano vede, a oggi, una sola riunione operativa che si è svolta l’8 settembre, nella quale sono stati presentati i primi documenti su alcuni aspetti dell’architettura verde della PAC. Su questi documenti oltre 150 soggetti presenti al tavolo sono stati chiamati a formulare in 10 giorni le loro osservazioni, insieme ad una indicazione sommaria delle priorità di intervento. La sigla denuncia di fatto un metodo di lavoro poco chiaro.

«Questa modalità di consultazione del tavolo, frammentata e senza una chiara metodologia di lavoro che guidi la scelta degli interventi proposti non ci convince e lo abbiamo chiaramente espresso nelle nostre osservazioni – affermano le Associazioni di #CambiamoAgricoltura – il Piano Strategico Nazionale è il principale strumento per la programmazione nazionale 2023-2027 della PAC e può essere l’occasione per promuovere una vera transizione ecologica dell’Agricoltura Italiana, passando dall’attuale modello intensivo con elevato impatto ambientale e sociale ad uno basato sull’Agroecologia. Ma senza un lavoro davvero condiviso e trasparente questo non potrà mai accadere”.

Manifesto per la transizione ecologica dell’agricoltura

La Coalizione #CambiamoAgricoltura, già in occasione della prima riunione del Tavolo di partenariato, ha dunque presentato il suo Manifesto di principi e proposte per un Piano Strategico Nazionale della PAC post 2022 sostenibile.

In queste settimane il Manifesto è stato presentato a personalità del mondo accademico e della cultura con una richiesta di adesione. Sono oltre 50 le prime adesioni illustri raccolte, tra cui quella del fondatore e Presidente di SlowFood, Carlo Petrini, di Fulco Pratesi Presidente onorario del WWF Italia, di Fabio Caporali decano dell’Università della Tuscia e uno dei padri dell’Agroecologia in Italia, di Paolo Barberi, docente alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e Vice Presidente di Agroecology Europe.

E da oggi l’adesione al Manifesto è aperta a tutti i cittadini interessati a sostenere la transizione ecologica dell’agricoltura.

«La PAC deve cessare di essere una politica corporativa, un affare esclusivo degli agricoltori e delle loro Associazioni di categoria, per diventare un interesse pubblico, di tutti i cittadini, perché incide sui nostri consumi, la nostra salute, il nostro ambiente, ossia su tutta la qualità della nostra vita».

Le richieste del Manifesto

Il Manifesto per la transizione ecologica dell’agricoltura sottolinea che il Piano Strategico Nazionale «deve guidare verso il sostegno ad un’autentica transizione ecologica della nostra agricoltura con il passaggio da un modello di produzione intensivo ad uno agroecologico, secondo le linee guida definite da Agroecology Europe, e che persegua gli obiettivi delle Strategie europee Farm to Fork e Biodiversità 2030 nell’ambito Del Green Deal Europeo».

Dunque, prosegue il documento, riduzione del 50% dell’uso e della pericolosità dei pesticidi; 30% delle superfici agricole europee coltivate con metodo biologico; riduzione del 20% dell’uso di fertilizzanti di sintesi e riduzione del 50% delle perdite di nutrienti; riduzione del 50% degli antibiotici impiegati negli allevamenti; 10% di aree destinate alla natura nelle aziende agricole.

«Un altro principio portante – si legge nel documento – deve essere “soldi pubblici per beni pubblici”, cioè sostegno a pratiche agricole che hanno impatto positivo sulle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori, sulla salute delle consumatrici e dei consumatori, sull’ambiente e sul clima, senza trascurare la tutela del reddito delle aziende agricole che però non dovrà essere l’obiettivo esclusivo e prioritario del PSN».

Il Manifesto chiede dunque sostegno all’agricoltura biologica così che possa raggiungere il 30% di superficie entro il 2027 e il 40% entro il 2030 e spazi per la natura negli ambienti agricoli. Chiede sostegno alla zootecnia estensiva e attenzione al benessere animale, pratiche che proteggano il suolo e contrastino il cambiamento climatico. Segue la richiesta di far crescere l’agrobiodiversità, le filiere locali e l’economia circolare, l’attenzione all’agricoltura sociale, alla condizione dei lavoratori, ai giovani e alle donne, pagamenti enti equi e giusti.

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