https://www.pexels.com/it-it/foto/persone-intorno-a-un-tavolo-con-il-cibo-4262005/ (Foto August de Richelieu per Pexels)
Cucina italiana candidata Unesco. Ma il “pranzo della domenica” è sempre più caro
Ieri in diverse piazze d’Italia si è svolta l’iniziativa “Il Pranzo della domenica” per sostenere la candidatura della cucina italiana a patrimonio immateriale Unesco. Ma i prezzi degli alimentari sono alle stelle
La cucina italiana è candidata a patrimonio immateriale dell’Unesco. E per lanciarla, niente di meglio che celebrare in tante piazze d’Italia il “Pranzo della domenica-Italiani a tavola”, un’iniziativa che ieri ha visto coinvolti decine di comuni in piazza a sostegno appunto della cucina italiana nella sua candidatura a patrimonio dell’umanità.
“Occorre ricordare come il pranzo della domenica, ma anche quello di tutti gli altri giorni della settimana, sia sempre più costoso per le famiglie, al punto da spingerle e tagliare le quantità di cibi e bevande a tavola”, commenta oggi Assoutenti.
Bene insomma la valorizzazione della tradizione culinaria, ma sulla spesa alimentare delle famiglie pesano (e non da oggi) rincari record. E le famiglie, spiega ancora Assoutenti, hanno tagliato gli acquisti di cibo del 6,5%.
Il Pranzo della domenica… a Domenica In
La candidatura della cucina italiana a patrimonio Unesco non è stata poi esente da critiche. Il Pranzo della domenica, che si è svolto ieri in oltre 60 comuni, ha visto piazze e luoghi simbolici diventare grandi tavole conviviali a sostegno della candidatura. La decisione sarà il 10 dicembre a Nuova Delhi.
L’iniziativa è stata promossa da Ministero dell’Agricoltura, Ministero della Cultura e con il sostegno dell’Anci (Associazione comuni italiani) con appuntamenti in diverse città, la partecipazione di personaggi dello spettacolo e chef, eventi trasmessi in diretta Rai.
Molto discussa la diretta di Domenica In, su Rai Uno, che addirittura ha visto in collegamento la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Il mio pranzo della domenica è legato alle pastarelle”, ha detto da Roma. TeleMeloni, è stata la valutazione di molti.
I rincari in cucina
Sulla cucina italiana c’è però il peso dei rincari. E il pranzo della domenica, come i pasti di tutta la settimana, sono diventati sempre più costosi, tanto che le famiglie sono costrette a cambiare abitudini e tagliare la quantità (e spesso anche la qualità) di cibi e bevande portati in tavola.
Assoutenti ricorda che “dal 2019 al 2025 i listini di alimenti e bevande analcoliche sono rincarati in Italia in media del 30%, e nello stesso periodo le vendite alimentari sono crollate in volume del -6,5%, proprio a causa dei continui rincari che hanno spinto gli italiani a tagliare la spesa”.
Sostiene il presidente Assoutenti Gabriele Melluso: «Se da un lato è giusto valorizzare la cucina italiana con iniziative come “Il pranzo della domenica”, dall’altro vorremmo vedere lo stesso impegno da parte del governo nel contrastare i rincari dei prezzi nel settore alimentare, perché si tratta di beni primari di cui i cittadini non possono fare a meno, i cui aumenti incidono sulla capacità di spesa delle famiglie erodendo i redditi e cambiando profondamente le abitudini degli italiani».
I rincari proseguono
Gli aumenti proseguono anche quest’anno. Ad agosto, secondo l’Istat, i listini del comparto alimentare si sono impennati del +4% su anno, con punte del +5,6% per gli alimentari non lavorati. Significa che per una famiglia con due figli la spesa aumenta di 366 euro l’anno. Su tutti i consumatori, si parla di una stangata alimentare pari a 6 miliardi e mezzo di euro su base annua.
“Alcuni beni di largo consumo registrano un trend allarmante – analizza Assoutenti – Solo nell’ultimo mese il prezzo del burro è rincarato in media del +15,1% su anno, la frutta fresca del +8,8% con punte del 14,8% per pesche e nettarine, la carne bovina del +6,8%, formaggi e latticini salgono del +6,6%, le uova segnano un +7%, i pomodori +13,6%, per non parlare di cioccolato (+12,6%), caffè (+22,6%) e cacao (+24,5%)”.

