Agroalimentare: Emilia-Romagna leader in Ue per prodotti Dop e Igp, ora occhi sull'erbazzone (Immagine TotalEU su Youtube)

Durante la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, il Parlamento europeo ha ospitato l’evento “Che spettacolo le Dop e Igp dell’Emilia-Romagna”, dedicato alle eccellenze agroalimentari della regione. L’iniziativa ha celebrato il primato dell’Emilia-Romagna come territorio europeo con il maggior numero di prodotti a denominazione d’origine e ha offerto l’occasione per presentare la candidatura della cucina italiana a patrimonio immateriale dell’umanità Unesco.

 

 

Emilia-Romagna, Dop e Igp da quattro miliardi di euro

L’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, ha spiegato che la scelta di portare l’evento a Bruxelles nasce dal desiderio di raccontare nel cuore politico dell’Europa la ricchezza agroalimentare di una regione che “da sola vanta quasi quattro miliardi di euro di valore legato ai prodotti Dop e Igp”. Un patrimonio, ha aggiunto, che non è solo economico ma anche culturale e sociale, perché dietro ogni eccellenza si trovano storie, identità e tradizioni che uniscono i popoli. Tra i protagonisti della giornata anche l’erbazzone reggiano, la cui candidatura a marchio Igp potrebbe portare a quarantacinque il numero complessivo di prodotti certificati in Emilia-Romagna.

Il capodelegazione del Partito Democratico al Parlamento europeo, Stefano Bonaccini, ha ricordato che l’agroalimentare italiano rappresenta nel mondo decine di miliardi di euro di export e che “l’Emilia-Romagna, da sola, ne vale circa dieci”. I prodotti Dop e Igp della regione portano nel nome città simbolo come Parma, Modena e Reggio Emilia, confermando il primato dell’Emilia-Romagna per quantità e qualità delle sue eccellenze. Bonaccini ha sottolineato come queste produzioni siano “un patrimonio che il mondo ci invidia e che dobbiamo continuare a promuovere con forza”.

Nel suo intervento non è mancato un riferimento alla questione dei dazi commerciali. Gli Stati Uniti, ha ricordato Bonaccini, rappresentano il primo mercato di esportazione per la regione, e per questo è necessario che l’Unione europea sostenga in modo più incisivo, anche dal punto di vista finanziario, la promozione dei prodotti Dop e Igp nei mercati internazionali.

La cucina italiana candidata a patrimonio Unesco

A Bruxelles si è parlato anche della prossima votazione sulla candidatura della cucina italiana come patrimonio immateriale dell’Unesco, prevista per il 17 dicembre a Nuova Delhi. Il presidente di Casa Artusi, Andrea Segré, ha espresso fiducia nell’esito del voto, ricordando che la cucina italiana “è un patrimonio immateriale che unisce diversità, sostenibilità e convivialità”. Ha poi evocato la figura di Pellegrino Artusi, autore che con il suo celebre libro ha contribuito a unire l’Italia anche dal punto di vista linguistico, raccogliendo ricette di famiglia e costruendo così un linguaggio comune del cibo. Casa Artusi, in Emilia-Romagna, continua oggi a diffondere quel messaggio attraverso la sua fondazione e il ristorante che ripropone i piatti artusiani.

Alla conferenza di presentazione dell’erbazzone hanno partecipato anche Andrea Barbi e Marco Ligabue, autori dello spettacolo “Ri-salutami tuo fratello”, in scena durante  la serata di ieri all’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles.

 

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