Etichette: UK, Tesco eliminerà il “best before” da frutta e verdura confezionate
Tesco, grande catena di supermercati del Regno Unito, ha deciso di rimuovere il “best before”, il termine minimo di conservazione, da settanta prodotti preconfezionati di frutta e verdura. Via dunque l’avviso “da consumarsi preferibilmente entro” da una serie di prodotti ortofrutticoli quali mele, patate, pomodori, limoni, agrumi e cipolle. Tesco rimuoverà l’avviso per evitare che “cibo perfettamente commestibile” venga gettato via.
La notizia è stata data dalla BBC e dal Guardian e si è diffusa rapidamente anche sulle testate italiane. Il “best before”, analogo al “da consumarsi preferibilmente entro”, indica che la qualità di un prodotto potrebbe deteriorarsi dopo quella data, a differenza della dicitura “use by” – da usare entro una certa data: la scadenza – oltre la quale il consumo diventa meno sicuro. L’iniziativa è stata presa per combattere gli sprechi alimentari: sembra che la famiglia media inglese getti via l’equivalente di 700 sterline l’anno, circa 800 euro, di cibo perfettamente commestibile, soprattutto frutta e verdura. “Sappiamo che alcuni clienti potrebbero essere confusi dalla differenza tra il ‘best before’ e ‘use by’ e questo può portare a buttare via alimenti perfettamente commestibili prima che debbano essere scartati”, ha dichiarato Mark Little, responsabile di Tesco contro gli sprechi alimentari. “Molti clienti – ha aggiunto – ci hanno detto che valutano frutta e verdura dall’aspetto del prodotto, piuttosto che dalla data “best before” presente sulla confezione”.
Di fronte a questa misura è critica la posizione assunta in Italia da Coldiretti. “Con l’eliminazione della “data di scadenza” – dice Coldiretti – si taglia di fatto la qualità del cibo in vendita che con il passare del tempo perde le proprie caratteristiche nutrizionali in termini di contenuto in vitamine, antiossidanti e polifenoli che fanno bene alla salute ma anche quelle le proprietà organolettiche, di fragranza e sapore dal quale deriva il piacere di stare a tavola”.

