Pesticidi negli alimenti, ultimo rapporto EFSA (Foto Pixabay)
Residui di pesticidi negli alimenti, EFSA: il rischio “rimane basso”
L’Autorità europea per la sicurezza alimentare diffonde gli ultimi dati sui residui di pesticidi negli alimenti
Il rischio per la salute umana che deriva dalla presenza di residui di pesticidi negli alimenti “rimane basso”. È la conclusione cui giunge l’EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, sulla base dei risultati di oltre 125 mila campioni alimentari raccolti in tutta Europa.
“Il rispetto dei limiti UE per i residui di pesticidi rimane elevato”, evidenzia l’Autorità nel suo ultimo rapporto.
Il rapporto dell’EFSA analizza i dati provenienti da tre programmi di controllo: il campionamento coordinato dall’UE, che fornisce un quadro rappresentativo del mercato dell’UE, i controlli nazionali effettuati dalle autorità e il campionamento in relazione all’intensificazione dei controlli alle frontiere. I risultati sono disponibili tramite lo strumento di visualizzazione dei dati dell’EFSA .
Il campionamento coordinato nella Ue
Ogni anno, dunque, gli Stati membri dell’UE, insieme a Norvegia e Islanda, raccolgono e comunicano all’EFSA migliaia di campioni di un gruppo di alimenti di largo consumo, che vengono confrontati poi ogni tre anni per monitorare le tendenze emergenti nel tempo. Nel 2024 le autorità nazionali per la sicurezza alimentare hanno raccolto 9.842 campioni di melanzane, banane, broccoli, funghi coltivati, pompelmi, meloni, peperoni, uva da tavola, olio extravergine di oliva, grano, grasso bovino e uova di gallina.
Di questi, spiega l’EFS, il 98,8% dei campioni è risultato conforme alla legislazione UE, un risultato in linea con il 98,7% registrato nel 2021, quando è stata analizzata la stessa selezione di prodotti.
Nel 43,1% dei campioni non sono stati rilevati residui misurabili di pesticidi, mentre il 54,5% conteneva uno o più residui entro i limiti massimi di residui (maximum residue levels o LMR), che invece sono stati superati nel 2,4% dei campioni, di cui l’1,2% è stato confermato come non conforme.
I programmi nazionali di controllo
Ci sono poi i programmi nazionali pluriennali di controllo, che integrano il campionamento coordinato Ue. In questo caso, su 86.449 campioni analizzati, il 98,2% è risultato conforme ai limiti massimi di residui (LMR) dell’UE, un livello in linea con gli anni precedenti, tra cui il 98% nel 2023 e il 97,8% nel 2022. In quasi il 60% di questi campioni (58,4%) non sono stati rilevati residui misurabili di pesticidi mentre il 38,3% conteneva uno o più residui entro i limiti massimi di residui (LMR). I limiti sono stati superati nel 3,3% dei campioni, di cui l’1,8% è risultato non conforme.
Gli scienziati dell’EFSA hanno anche valutato se i consumatori potessero essere esposti a livelli di residui superiori alle soglie di sicurezza. La valutazione conferma “un basso rischio per la salute dei consumatori” derivante dall’esposizione stimata ai residui di pesticidi negli alimenti testati nel 2024.
I controlli sugli alimenti importati
Per la prima volta, la relazione dell’EFSA distingue chiaramente i risultati di campioni di prodotti alimentari importati. Ed evidenzia un aumento dei controlli sulle importazioni fatti alle frontiere dell’UE, controlli che si concentrano su determinati pericoli (ad esempio pesticidi o contaminazione microbiologica), prodotti alimentari e paesi identificati in qualche modo come più a rischio. In questi casi, la spedizione viene bloccata alla frontiera fino a quando non sono disponibili i risultati delle analisi di laboratorio. Il prodotto viene immesso sul mercato dell’UE solo se i risultati delle analisi di laboratorio confermano la conformità alle normative UE.
Su 39.433 campioni di alimenti importati analizzati nell’ambito di questi controlli, il 38,3% non presentava residui quantificabili e il 56,2% presentava residui di pesticidi entro i livelli consentiti dalla legge. Circa il 5,5% superava i limiti UE, di cui il 3,6% risultava non conforme. Ai lotti non conformi è stato impedito l’ingresso nel mercato alimentare dell’UE.

