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Sostenibilità, gli italiani chiedono impegno concreto e comunicazione trasparente
Secondo la ricerca Centromarca–Bocconi, per il 72% dei cittadini la sostenibilità è una responsabilità etica imprescindibile dell’Industria di Marca
Nonostante le tensioni geopolitiche ed economiche che alimentano incertezza e ridefiniscono le priorità, la maggioranza degli italiani continua a considerare la sostenibilità una responsabilità irrinunciabile per le imprese.
Secondo la ricerca “Sostenibilità: la comunicazione del Brand nel vissuto del cittadino”, promossa da Centromarca e presentata all’Università Bocconi durante il Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale, il 72% degli italiani ritiene eticamente imprescindibile mantenere e rafforzare gli investimenti della moderna Industria di Marca nel campo dello sviluppo sostenibile. Le iniziative ambientali restano le più attese (indice di priorità 43), seguite da quelle sociali (31) ed economiche (25).
La sostenibilità come leva competitiva per la Marca
L’indagine, condotta da SWG su un campione di oltre duemila cittadini, evidenzia che il 69% degli intervistati considera la sostenibilità, se ben interpretata e comunicata, un vantaggio competitivo per le imprese.
L’impegno più riconosciuto è quello ambientale (38%), seguito dagli aspetti sociali (28%) ed economici (22%).
Tuttavia, solo il 28% dei consumatori ritiene che le Industrie di Marca documentino in modo serio e concreto i propri sforzi. Il 44% le percepisce come strategie di marketing e un ulteriore 28% come scelte “obbligate” per restare sul mercato.
La fiducia del pubblico, sottolineano i ricercatori, si costruisce nel tempo: trasparenza, coerenza e verificabilità dei fatti sono i pilastri su cui si fonda la reputazione sostenibile di un brand.
Comunicazione sostenibile: meno slogan, più prove
Quando si parla di comunicazione della sostenibilità, gli italiani chiedono concretezza.
Il 37% vuole messaggi supportati da dati verificabili, il 30% desidera spiegazioni semplici sugli effetti delle iniziative e il 27% chiede informazioni certificate da fonti indipendenti.
Non mancano nemmeno le richieste di onestà comunicativa: il 26% apprezza le aziende che ammettono limiti o difficoltà nei propri progetti.
In termini di canali, il 52% degli intervistati preferisce i media tradizionali (tv, radio, quotidiani), il 37% i canali digitali e il 54% ritiene efficaci eventi, sponsorizzazioni e conferenze.
Le azioni più premianti? La riduzione dei consumi di risorse naturali ed energia, l’uso di packaging sostenibile, il reinvestimento degli utili nei territori, la trasparenza di filiera, e l’impegno per lavoro stabile, inclusione e formazione dei giovani.
Tra percezione e realtà: la sfida della credibilità
Quasi la metà del campione (47%) ritiene che la sostenibilità, così come presentata dai media e dai dibattiti pubblici, appaia più come propaganda che come impegno reale.
Il 55% definisce il termine “abusato, pur mantenendo un certo valore”, mentre solo il 27% lo considera oggi un valore concreto e necessario. Molti consumatori esprimono anche difficoltà nel tradurre la sensibilità in azioni quotidiane: il 38% vorrebbe fare di più ma non dispone delle risorse economiche, mentre il 33% dichiara scarsa fiducia nelle etichette e nelle promesse “green”.
Un invito a ricostruire fiducia e collaborazione
Dalla ricerca emerge un messaggio chiaro: la sostenibilità non è più solo una scelta aziendale, ma un patto sociale tra imprese e cittadini.
Per Centromarca, l’obiettivo è rafforzare la credibilità della comunicazione sostenibile, dando voce a risultati misurabili, obiettivi chiari e processi trasparenti.
Solo così – ha ricordato Luca Alemanno, consigliere Centromarca e CEO di Bolton Food – sarà possibile “trasformare la sostenibilità da promessa a cultura diffusa, capace di generare valore per le persone, per le imprese e per il Paese”.

