Abusivismo edilizio, Legambiente: dal 2021 al 2023 aumentano del 37% gli illeciti nel ciclo del cemento (Blitz di Goletta Verde in località Ciambra di Palmi credit Legambiente)
Abusivismo edilizio, Legambiente: dal 2021 al 2023 aumentano del 37% gli illeciti nel ciclo del cemento
Legambiente rilancia dalla Calabria la lotta all’abusivismo edilizio e l’importanza delle demolizioni. In Italia dal 2021 al 2023 c’è stata un’impennata del 37% di illeciti nel ciclo del cemento, una media di 31,7 reati al giorno
In tre anni i reati nel ciclo del cemento sono aumentati del 37%. Ci sono oltre 31 reati al giorno dal 2021 al 2023, con una media di uno ogni 45 minuti. Legambiente con Goletta Verde rilancia oggi dalla Calabria la lotta all’abusivismo edilizio e l’importanza di demolire e avviare più attività di vigilanza e controllo sull’attività urbanistica ed edilizia.
Abusivismo edilizio e reati nel ciclo del cemento: più 28,7% nel 2022
Si tratta di un’emergenza a livello nazionale, ricorda l’associazione. Dal 2021 al 2023, secondo i dati di Legambiente – Rapporto Ecomafia, i reati nel ciclo del cemento (cave e attività estrattive illegali, abusivismo edilizio, illeciti penali in materia di urbanistica, occupazioni di demanio marittimo etc.) sono cresciuti nel triennio del 37%, con un picco del +28,7% nel 2022, lo stesso anno in cui l’Istat segnala il balzo in avanti del “mattone illegale” con una crescita del 9,1% rispetto al 2004.
Complessivamente, dal 2021 al 2023 sono stati accertati 34.714 reati, alla media di 31,7 al giorno, uno ogni 45 minuti.
Il 42,7% si è concentrato nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia). Le persone denunciate dal 2021 al 2023 per illegalità commesse nel ciclo del cemento sono state 36.753 (con una crescita nei tre anni del 47,6%) e 5.075 i sequestri penali effettuati, sostanzialmente su valori annuali stabili. La pressione del cemento illegale non riguarda soltanto queste regioni. Sia i dati dell’Istat che quelli relativi al lavoro svolto ogni giorno da forze dell’ordine e capitanerie di porto segnalano criticità crescenti nel Lazio e in Toscana.
La Calabria è una delle regioni del sud tra le più ferite dal cemento illegale. Qui, stando ai dati ultimi report Ecomafia, dal 2021 al 2023 sono stati accertati 3.003 reati relativi al ciclo del cemento, con una flessione nel 2022 e un’impennata del +20,1% nel 2023. “
Dati nel complesso preoccupanti, ma su cui la Calabria ha deciso di non abbassare la testa dando segnali importanti di controtendenza con sequestri, demolizioni, controlli effettuati nelle zone costiere con l’ausilio di droni (come avviene a Palmi dove lo scorso marzo sono state sequestrati 9 immobili e denunciate 33 persone), e con il monitoraggio di ordinanze di abbattimento”, spiega Legambiente, che questa mattina con Goletta Verde ha fatto un blitz davanti a un immobile abusivo che verrà demolito a settembre.
“Dopo la drammatica pandemia del 2020, con le sue conseguenze sanitarie e la sostanziale paralisi dell’economia, anche il mercato delle costruzioni e in particolare dell’edilizia residenziale – dichiara Enrico Fontana, responsabile Osservatorio ambiente e legalità di Legambiente – ha ripreso vigore. Purtroppo, accanto all’edilizia rispettosa delle regole è “ripartito” l’abusivismo edilizio, con una crescita, registrata dall’Istat nel “Rapporto sul benessere equo e sostenibile” relativo al 2022 che non si registrava dal 2004. Dati preoccupanti a cui fa seguito la politica del condono come dimostra l’ultimo decreto salva-casa, su cui la Camera ha votato la fiducia. Quello che serve al Paese è rafforzare i controlli, potenziare l’attività di demolizione delle case abusive e dare più ruolo e responsabilità ai prefetti”.

