Biodiversità: la risposta alle sfide dello sviluppo sostenibile. Il 22 maggio la Giornata mondiale

Biodiversità: la risposta alle sfide dello sviluppo sostenibile. Il 22 maggio la Giornata mondiale

“Costruire un futuro condiviso per tutta la vita”, questo lo slogan della Giornata della Biodiversità 2022, che ricorre il 22 maggio per ricordare l’adozione del testo della Convenzione per la Diversità Biologica, avvenuta il 22 maggio 1992. Un tema, quello scelto quest’anno, che richiama l’attenzione sul ruolo della biodiversità nelle sfide poste dallo sviluppo sostenibile nei diversi ambiti: clima, salute, sicurezza alimentare e idrica e così via.

“Una cosa è certa – avvertono le Nazioni Unite – nonostante tutti i nostri progressi tecnologici, dipendiamo completamente da ecosistemi sani e vivaci”. Nonostante questo, la biodiversità, così importante per il Pianeta, è a rischio. Secondo i dati delle Nazioni Unite tre quarti dell’ambiente terrestre e circa il 66% dell’ambiente marino sono stati significativamente condizionati e alterati dalle azioni umane. Inoltre 1 milione di specie animali e vegetali è a rischio estinzione.

L’importanza della biodiversità

“La biodiversità è la base su cui possiamo ricostruire meglio”: questo è, quindi, il messaggio principale della Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD).

 

 

Le risorse della diversità biologica sono, infatti, i pilastri del Pianeta. I pesci forniscono il 20% delle proteine animali a circa 3 miliardi di persone. Oltre l’80% della dieta umana è fornita dalle piante. Inoltre ben l’80% delle persone che vivono nelle aree rurali dei paesi in via di sviluppo si affida alle medicine tradizionali a base vegetale per l’assistenza sanitaria di base.

“La perdita di biodiversità – avvisa l’ONU – minaccia tutti, compresa la nostra salute. È stato dimostrato che potrebbe causare la diffusione delle zoonosi – malattie trasmesse dagli animali all’uomo – mentre se la manteniamo intatta, la biodiversità offre ottimi strumenti per combattere le pandemie come quelle causate dai coronavirus”.

Legambiente indaga lo stato di salute delle specie viventi e i fattori di rischio

Perdita e frammentazione degli habitat, cambiamenti climatici, sovrasfruttamento delle risorse, introduzione di specie aliene invasive e inquinamento stanno continuando a danneggiare i sistemi naturali che sostengono la nostra stessa sopravvivenza. Questa la premessa da cui parte Legambiente nel suo nuovo rapporto sullo stato di salute delle specie viventi, sui principali fattori di rischio e sulle strategie da adottare per far fronte alla perdita della diversità biologica.

Contenere il più possibile il consumo di suolo, una delle principali cause di degrado di habitat naturali, costituisce sicuramente una priorità per il nostro Paese, viste le molte funzioni vitali che questo ci offre – spiega l’associazione ambientalista. – Il suolo, infatti, è determinante per la produzione agricola, la crescita della vegetazione, per trattenere, filtrare e moderare il flusso delle acque verso le falde e i corsi d’acqua, rimuovendo contaminanti e riducendo la frequenza e il rischio di alluvioni.

 

Giornata mondiale della biodiversità
Giornata mondiale della biodiversità

 

Sul fronte acqua le cose non vanno meglio – si legge nel Report di Legambiente. Il 60% dei fiumi, dei laghi e delle zone umide d’Europa non gode di una buona salute ecologica. Attività umane dannose come l’inquinamento da agricoltura e industria e l’eccesso di estrazione hanno degradato e inquinato la maggior parte dei fiumi, laghi e acque costiere d’Europa, al punto da non essere in grado di sostenere adeguatamente la fauna selvatica e fornire servizi vitali come protezione dalle inondazioni.

Dall’aria all’acqua, inoltre, anche l’inquinamento è una delle principali minacce, non solo per la biodiversità ma anche per la nostra salute. Insieme al sovrasfruttamento e all’uso non sostenibile delle risorse naturali. Infatti trasformare le risorse in rifiuti più velocemente di quanto la Terra possa produrne di nuove ci pone in una situazione che porterà all’esaurimento di quelle stesse risorse, dalle quali la vita umana e la biodiversità dipendono.

Tra le principali cause di perdita della biodiversità, in Italia e nel mondo, troviamo anche le specie aliene e invasive, vale a dire quelle specie originarie di altre regioni geografiche introdotte volontariamente o accidentalmente dall’uomo sul territorio nazionale.


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Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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