FridaysForFuture

FridaysForFuture, una settimana di mobilitazione per il clima

Change Climate Change. «Vogliamo fermare il cambiamento climatico? Allora c’è un altro cambiamento di cui dobbiamo parlare. Il nostro». È lo slogan con cui Legambiente lancia la nuova campagna di mobilitazione per combattere la crisi del clima. E lo fa, non a caso, alla vigilia del terzo sciopero globale per il clima che si svolgerà domani in Italia e nel mondo.

 

fridays for future

 

Global Climate Strike

Il Global Climate Strike di domani chiude una settimana di mobilitazione che ha visto, come nei mesi passati, migliaia di giovani in tutto il mondo scendere in piazza per rivendicare un’azione concreta a favore del Pianeta. Perché il cambiamento climatico va fermato. È un movimento, quello dei Fridays for Future, che ha trovato il suo volto e la sua voce nella giovane Greta Thunberg (accorato il suo appello davanti alle Nazioni Unite, proprio in questi giorni) ma che in realtà porta in piazza una generazione di giovani e giovanissimi che hanno trovato un polo di aggregazione sociale e politica nella difesa del Pianeta e nella necessità di fermare il cambiamento climatico. Perché, come è stato da più parti detto, si è davanti alla prima generazione che può vedere concretamente gli effetti del cambiamento climatico e forse l’ultima che può davvero fare qualcosa.

 

 

Change Climate Change

E se l’uomo ha cambiato il clima, allora può cambiare e cambiarlo di nuovo prima che sia troppo tardi. Questo il punto di partenza della campagna Change Climate Change di Legambiente, «una piattaforma online che vuole proporre, in una chiave di cambiamento, la costruzione di proposte e mobilitazioni per ricordare ai grandi della Terra che il nostro Pianeta è in pericolo e che bisogna fare presto». La piattaforma è anche uno strumento aperto ai cittadini e uno spazio di confronto dove approfondire cause e soluzioni, denunciare i «Nemici del clima» e valorizzare le esperienze positive già presenti in Italia.

«Come ci ricorda costantemente Greta Thunberg non c’è davvero più tempo da perdere se vogliamo invertire la rotta e fermare la crisi climatica – dice Stefano Ciafani, presidente di Legambiente – Changeclimatechange nasce per questo: invertire gli effetti di questa emergenza, mettendo in campo iniziative concrete, stili di vita sostenibili e offrendo strumenti di comprensione delle cause e degli effetti dei cambiamenti climatici».

I fenomeni estremi in Italia

Legambiente ha organizzato anche eventi ad alta quota, come quelli sulle Alpi dove sono in programma i “Requiem per un ghiacciaio” per denunciare il precario stato di salute dei ghiacciai, in particolare in Valle D’Aosta con la “veglia funebre” per il ghiacciaio del Lys.

La crisi climatica, con i suoi rischi e i suoi eventi estremi, riguarda tutti. Per rimanere in Italia, secondo i dati elaborati da Legambiente e presenti sulla mappa CittàClima.it, sono 545 i fenomeni meteorologici estremi avvenuti in Italia dal 2010 a oggi.

«Sono stati 197 i casi di allagamenti provocati da piogge intense, le stesse che hanno causato 17 frane, 69 giorni di blackout elettrici, 74 esondazioni fluviali e 180 eventi che hanno interrotto le infrastrutture di trasporto, portando a 73 giorni di stop a metropolitane e treni urbani. Sono stati 14 i casi di danni al nostro patrimonio storico, 17 quelli provocati da prolungati periodi di siccità, 123 quelli prodotti da trombe d’aria. Ma ancora più rilevante – denuncia Legambiente –  è il tributo che continuiamo a pagare in termini vite umane e di feriti: sono oltre 203 le vittime del maltempo dal 2010 ad oggi. A questo si aggiunge l’evacuazione di oltre 45mila persone legata a eventi atmosferici estremi».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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