Ghiacciai, la crisi climatica colpisce ad alta quota (Credit Legambiente)
Ghiacciai, la crisi climatica colpisce ad alta quota
Le conseguenze degli eventi meteo estremi si fanno sentire anche in alta montagna con fusione dei ghiacciai e aumento dei crolli in quota. Si è conclusa ieri in Piemonte l’edizione 2025 di Carovana dei ghiacciai
I ghiacciai delle Alpi arretrano. E gli effetti degli eventi meteo estremi si fanno sentire anche in alta montagna: fusione dei ghiacciai, aumento dei crolli in quota, colate di fango e detriti. Instabilità della montagna, arretramento e fusione dei ghiacciai, eventi meteo estremi sono al centro del monitoraggio in alta quota di Carovana dei ghiacciai, la campagna di Legambiente in collaborazione con CIPRA Italia e la Fondazione Glaciologica Italiana.
La campagna, dopo l’anteprima di inizio agosto sull’Adamello, si è svolta dal 17 agosto al 2 settembre con un viaggio sull’arco alpino che ha toccato ghiacciai in Svizzera, Lombardia, Alto Adige, Germania e Piemonte. Ieri la chiusura della Carovana sui ghiaccia della Bessanese e della Ciamarella.

Crisi climatica sui ghiacciai del Piemonte
In Piemonte, spiega Legambiente, i ghiacciai arretrano sempre di più e con la loro fusione aumentano i crolli in quota, i collassi di morene e le colate di fango e detriti. Accade nei bacini glaciali della Bessanese e della Ciamarella, sulle Alpi Graie, che sono sempre più “sotto scacco della crisi climatica ma anche degli eventi meteorologici estremi sempre più intensi e frequenti anche in quota, a causa della risalita dello zero termico”.
È un doppio alert che somma il monitoraggio sullo stato dei ghiacciai ai dati dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente. In Piemonte da gennaio a fine agosto 2025 sono stati registrati 23 eventi meteo estremi, con un aumento del 27,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (quando erano 18). La provincia di Torino è quella più colpita con 10 eventi meteo estremi. I principali sono piogge intense, esondazioni fluviali e frane da piogge intense, che fanno sentire i loro effetti anche in alta quota.
Secondo le osservazioni fatte in quota da Carovana dei ghiacciai e dagli studi presentati in tappa dai ricercatori di CNR- IRPI e ARPA Piemonte, a metà ‘800 il ghiacciaio della Bessanese si estendeva per circa 1,75km2. Oggi la sua fisionomia è completamente cambiata, la superficie si è ridotta a 0,3 km2 e la perdita di volume subita dal ghiacciaio è stata di 3.900.000 m3 tra il 2010 e il 2023, con un abbassamento medio di circa 1 metro l’anno. Aumentano anche i crolli e le colate di detriti. A valle della fronte del ghiacciaio c’è una distesa di pietre e detriti, con numerosi laghi glaciali frutto della fusione del corpo glaciale. La contrazione dei ghiacciai è evidente dall’evoluzione del Ghiacciaio della Ciamarella, la cui superficie sgombra di detriti consente valutazioni accurate delle perdite glaciali: se 150 anni fa la superficie era di 1,18 km2, oggi è ridotto a circa 0,5 km2, con una perdita di volume in 13 anni (dal 2010 al 2023) di 8.100.000 m3 di ghiaccio. Tutto i ghiacciai del Piemonte sono in forte arretramento.
Il monitoraggio
Il Piemonte è anche un laboratorio all’aperto per gli studi e i monitoraggi in corso nel bacino glaciale del Bessanese vicino al rifugio Gastaldi, a 2656 metri di quota. È un’area sperimentale attrezzata ad alta quota, dove CNR-IRPI, Arpa Piemonte e Fondazione Glaciologica Italiana portano avanti una ricerca multidisciplinare su fusione dei ghiacciai, monitoraggio frane e morene, studio della temperatura dell’aria, delle rocce e dei detriti (che consente di conoscere quanto e come si scaldano in tempo reale), e monitoraggio della biodiversità.
«La tappa piemontese di Carovana dei ghiacciai – ha detto Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente e presidente di Cipra Italia – ben sintetizza quanto ormai sta accadendo in alta quota a causa della crisi climatica e degli impatti degli eventi meteo estremi e quanto sia importante monitorare l’ambiente montano e i ghiacciai per comprenderne meglio i rischi e capire come fruire di questi luoghi. Avviare un monitoraggio europeo è anche una delle richieste al centro del nostro Manifesto europeo per una governance dei ghiacciai. In questa tappa, dedicata ai ghiacciai della Bessanese e della Ciamarella, abbiamo iniziato il sentiero attraversando un torrente pieno di detriti frutto dell’alluvione dello scorso anno, e poi un sentiero di nuda roccia, dove un tempo anche d’estate s’incontrava la neve, per arrivare al bacino glaciale del Bessanese dove CNR- IRPI, Arpa Piemonte e Fondazione Glaciologica Italiana stanno portando avanti studi importanti».

