Ecoansia, come stanno i giovani? Al via studio in Italia (Foto di Janusz Walczak da Pixabay)

Ecoansia, come stanno i giovani? Al via studio sull’impatto della crisi climatica sulla salute mentale

Al via in Italia uno studio su vasta scala sull’ecoansia e l’impatto della crisi climatica sui giovani. L’iniziativa è di Greenpeace Italia, ReCommon, Unione degli universitari e Rete degli studenti con il supporto scientifico dell’Istituto Europeo di Psicotraumatologia e Stress Management

Ecoansia e impatto della crisi climatica sulla salute mentale dei giovani, parte in Italia il primo studio su vasta scala. Coinvolgerà scuole e università e interrogherà con un questionario studenti e studentesse che saranno chiamati a esprimersi sull’ecoansia e su tutte quelle forme di disagio collegate alle conseguenze, anche traumatiche, che gli eventi legati alla crisi climatica possono avere sui giovani.

L’indagine è promossa da Greenpeace Italia, ReCommon, Unione degli universitari (UDU) e Rete degli studenti (RdS), con il supporto scientifico dell’Istituto Europeo di Psicotraumatologia e Stress Management (IEP). Quest’ultimo ha progettato uno studio con un questionario nel quale stati inseriti test validati empiricamente per conoscere in maniera le conseguenze che la preoccupazione e la paura per il cambiamento climatico hanno sulla salute mentale dei giovani: ansia, depressione, pessimismo, perdita di speranza riguardo al futuro.

«Questo studio ci permetterà di acquisire dati basati sulle evidenze scientifiche al fine di sensibilizzare le istituzioni politiche affinché adottino misure pratiche a sostegno delle presenti e future generazioni – ha detto Rita Erica Fioravanzo, presidente dell’Istituto Europeo di Psicotraumatologia e Stress Management – Uno studio di questa importanza svolto in Italia potrà inoltre costituire un modello da replicare nei Paesi del Mediterraneo massimamente afflitti dalle disastrose conseguenze del cambiamento climatico».

Dalla crisi climatica all’ecoansia

È ormai da qualche anno che si parla di ecoansia, un fenomeno collegato alle ripercussioni sulla salute mentale della crisi climatica, degli eventi estremi, della preoccupazione per il futuro che il cambiamento climatico porta con sé soprattutto fra i più giovani.

Il termine è entrato come neologismo nel vocabolario Treccani che lo definisce come “la profonda sensazione di disagio e di paura che si prova al pensiero ricorrente di possibili disastri legati al riscaldamento globale e ai suoi effetti ambientali”.

L’angoscia climatica, o ansia climatica, è termine che si è diffuso anche fra gli psicologi (nel 2021 è entrato nel lessico dell’American Psychological Association) e riguarda soprattutto i giovani e i giovanissimi che più degli altri soffrono paure e angosce per il futuro del Pianeta, fra preoccupazioni e attivismo climatico.

Nell’ambito della campagna “Chiedimi come sto” di UDU e RdS, lanciata nel post pandemia in Italia per prendersi cura della salute mentale delle giovani generazioni, le organizzazioni promuoveranno dunque nelle scuole e nelle università italiane la compilazione di un questionario da parte degli studenti per comprendere l’impatto che la crisi climatica e i sempre più frequenti eventi meteorologici estremi hanno sulla salute degli under 35.

«La nostra generazione vive sulla propria pelle ogni giorno i risultati di una politica negazionista che non vuole riconoscere gli effetti del cambiamento climatico e non fa nulla per invertire la rotta rispetto al collasso del nostro pianeta. L’obiettivo di questo studio è proprio quello di rimettere al centro la questione climatica e le conseguenze che ha sulla salute mentale dei giovani», hanno detto l’Unione degli Universitari e la Rete degli Studenti Medi.

Il report e i risultati dell’indagine saranno resi noti a settembre dalle organizzazioni che promuovono l’iniziativa.

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