“Dalle emergenze alle opportunità”. È questo il sottotitolo del Forum Rifiuti, organizzato da Legambiente, La Nuova Ecologia e Kyoto Club. Due giorni, oggi e domani, dedicati ad analizzare lo scenario italiano sul tema dei rifiuti, considerando le criticità e le potenzialità offerte dal ciclo virtuoso del riciclo. “Troppo spesso sui giornali si parla solo delle emergenze legate al tema dei rifiuti (traffico illegale, strade invase dalla spazzatura, ecc.) ma molto raramente si trova spazio per raccontare le eccellenze del nostro Paese su questo argomento. Eccellenze che riguardano best practice, innovazione tecnologica, green economy di successo”. Così, Stefano Ciafani, Vicepresidente nazionale di Legambiente, apre il tavolo dei lavori della giornata di oggi che si è concentrata soprattutto sulla raccolta differenziata dell’umido. 4.200 comuni interessati e 4,8 milioni di tonnellate trattate nel 2012. Le aspettative fanno pensare che se si estendesse la raccolta dell’umido a tutta la Penisola si potrebbero ridurre a 7,7 milioni di tonnellate le emissioni di CO2 in un anno.
La “Analisi della filiera del compostaggio”, ricerca condotta da Sda Bocconi School of Management, evidenzia che il riciclaggio dell’umido rappresenta oggi il primo settore di recupero dei rifiuti urbani in Italia (40% dei rifiuti raccolti in modo differenziato). Ad oggi la raccolta avviene in 252 impianti di compostaggio e 27 impianti di digestione anaerobica e coinvolge circa 34 milioni di abitanti. “Milano è tra i comuni più virtuosi in questo senso. A breve completerà la raccolta porta a porta dell’umido nell’ultima quarto di città ancora non servita e ciò farà diventare la città un modello da seguire a livello internazionale”, sottolinea Ciafani. Diversa la situazione della Capitale. “Una città che”, spiega Estella Marino, Assessore Ambiente Agroalimentare e Rifiuti del Comune di Roma, “ne contiene circa 15, data la sua estensione e il numero di abitanti che tra residenti, domiciliati e gente di passaggio, supera ampiamente la popolazione milanese. Nonostante questo, l’esperienza di 5 municipi in cui è stata fatta la differenziata dell’umido ha portato ad una raccolta di 1 milione di tonnellate di rifiuti”.
In 20 anni, in Italia sono state recuperate circa 42 milioni di tonnellate di scarti organici e prodotte 15 milioni di tonnellate di compost di qualità. Ma non basta. “La questione rifiuti”, dichiara Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente, “resta uno dei temi ambientali più scottanti del nostro Paese e un’emergenza da affrontare sia attraverso politiche ambientali ad hoc sia attraverso la partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini. Occorre dare avvio ad una nuova stagione di azione e mobilitazione che porti ad un reale cambiamento, a partire dall’approvazione definitiva in Senato del disegno di legge che prevede l’introduzione dei reati ambientali nel codice penale. A ciò deve seguire una seria, trasparente ed innovativa gestione dei rifiuti, in grado di migliorare la qualità ambientale, di aprire nuove strade alle filiere industriali, di creare occupazione”. Chi inquina paga, dunque. Ma i cocci non sono solo suoi.
 
Di Elena Leoparco

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