II Conferenza ONU sull’Oceano, da Legambiente un focus sulla tutela del Mediterraneo (Fonte immagine: Legambiente)

II Conferenza ONU sull’Oceano, da Legambiente un focus sulla tutela del Mediterraneo (Fonte immagine: Legambiente)

Da oggi, 27 giugno, al 1° luglio 2022 si terrà – a Lisbona – la II Conferenza delle Nazioni Unite sull’Oceano. Un evento di rilevanza mondiale che vede la partecipazione dei Governi, della società civile e dei partner del settore imprenditoriale e associativo; un’occasione di scambio e di confronto sulle azioni utili al raggiungimento degli obiettivi dell’SDG 14 – Salvaguardare la vita marina.

L’Oceano copre il 70% della superficie terrestre, è la più grande biosfera del pianeta e ospita fino all’80% di tutta la vita nel mondo. Inoltre genera il 50% dell’ossigeno di cui abbiamo bisogno, assorbe il 25% di tutte le emissioni di anidride carbonica e cattura il 90% del calore aggiuntivo generato da tali emissioni. Eppure, oggi, l’Oceano sta affrontando sfide senza precedenti a causa delle azioni dell’uomo, e la sua salute è in continuo peggioramento – avverte l’ONU.

La Conferenza si pone, quindi, l’obiettivo di proporre soluzioni innovative per la difesa delle risorse marine dalle minacce più gravi: acidificazione, rifiuti marini e inquinamento, pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata e perdita della biodiversità.

 

 

In occasione della Conferenza, Legambiente organizza l’evento online Scienza e conoscenza: una rete a tutela del Mediterraneo contro i rifiuti marini, che si terrà martedì 28 giugno alle ore 10.30 (ora italiana). Durante l’evento saranno presentati i progressi ottenuti finora nella tutela della salute del Mediterraneo, con particolare attenzione al tema del marine litter, i rifiuti dispersi nel mare e lungo le coste.

Tutela dell’Oceano, i rifiuti minacciano la vita marina

Gli oceani e i mari – spiega Legambiente – spesso vengono considerati come fonte di materie prime illimitate, in grado di sostenere la crescita industriale ed anche di assorbire la produzione incontrollata di qualsiasi tipo di rifiuto. Ma negli ultimi anni, in particolare, le plastiche sono diventate una grave minaccia per l’ambiente marino, con effetti letali per le specie marine e con potenziali minacce per la salute umana.

Secondo il Rapporto di Legambiente Beach Litter 2022, la plastica è il materiale più comune ritrovato nelle spiagge esaminate in Italia: ben l’84% degli oggetti rinvenuti (37.604 sui 44.882 totali), seguita da 2.004 oggetti di metallo (4,5%), 1.920 di carta/cartone (4,3%) e 1.566 di vetro/ceramiche (3,5%). Inoltre, ben il 46% di tutti i rifiuti monitorati nell’indagine riguarda i prodotti usa e getta. Inoltre la plastica si colloca anche al primo posto nella classifica dei materiali più presenti negli Oceani (circa l’80% del totale), secondo un recente Dossier pubblicato da Greenpeace.

I rifiuti intrappolano, feriscono o vengono ingeriti dagli organismi acquatici, offrono trasporto alle specie aliene per raggiungere ambienti estranei al loro ambiente originale, ma il problema più grande è che le plastiche non scompaiono – afferma Legambiente. – Rimangono per decenni nell’ambiente e si frammentano in pezzi sempre più piccoli, impossibili da rimuovere e da individuare: le microplastiche (frammenti di dimensione minore di 5 mm), che hanno una via facilitata per entrare nella catena alimentare e contaminarla.

“Per questo motivo – ha dichiarato il direttore generale di Legambiente, Giorgio Zampetti – affrontare il problema del marine litter nel Mediterraneo rappresenta una delle sfide più complesse degli ultimi anni. Data la natura degli ambienti marini, non isolati dal contesto circostante, i problemi legati al mare possono essere affrontati solo a livello comunitario e attraverso un approccio multi-istituzionale integrato, in cui i diversi attori politici e della società civile possano lavorare insieme e in modo coordinato”.

Una rete a tutela del Mediterraneo, l’evento di Legambiente

Durante l’evento organizzato in occasione della II Conferenza delle Nazioni Unite sull’Oceano, i relatori non si limiteranno al trasferimento di informazioni per migliorare la consapevolezza del fenomeno dei rifiuti marini, ma avranno l’occasione di confrontarsi sulla possibilità di mettere in campo nuovi strumenti e attività, che integrino scienza e campagne di sensibilizzazione.

“Un nuovo approccio partecipativo che coinvolga le parti interessate e le comunità locali, con l’ambizione di testare un modello potenzialmente trasferibile a tutto il bacino mediterraneo”, spiega l’associazione.


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Scrive per noi

Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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