Microplastiche nell'ambiente, consultazione pubblica della Commissione europea
Microplastiche nell’ambiente, la Ue lancia consultazione pubblica
La Commissione europea ha lanciato una consultazione pubblica sulla riduzione delle microplastiche nell’ambiente
Microplastiche nell’ambiente, uno dei grandi problemi di salute ambientale e non solo. La Commissione europea ha lanciato una consultazione pubblica sul modo migliore per ridurre la quantità di microplastiche rilasciate involontariamente nell’ambiente. La consultazione, che rientra nel piano d’azione per l’inquinamento zero, sarà aperta fino al 17 maggio.
Inquinamento da microplastiche, cosa fare?
La consultazione si concentra sulle principali fonti di rilascio di microplastiche nell’ambiente, pellet di plastica, tessuti sintetici e pneumatici, ma studierà anche fonti aggiuntive come le vernici e le capsule di detersivo per bucato e lavastoviglie.
L’iniziativa della Commissione europea vuole contrastare il rilascio involontario di microplastiche nell’ambiente. Si concentrerà sulle misure in materia di etichettatura, standardizzazione, certificazione e regolamentazione per le principali fonti di tali plastiche.
L’obiettivo è dunque quello di migliorare le conoscenze scientifiche sui rischi e la presenza delle microplastiche nell’ambiente, nell’acqua potabile e negli alimenti. E di ridurre l’inquinamento dell’ambiente e i potenziali rischi per la salute, rispettando al tempo stesso, dice la Commissione, il libero mercato e incoraggiando competitività e innovazione.

Microplastiche nell’ambiente, i danni
Le microplastiche (particelle di plastica con un diametro inferiore a 5 mm) sono onnipresenti e possono essere trovate nel suolo, nell’aria, nell’acqua e negli organismi viventi, evidenzia la Commissione.
Si accumulano lungo la catena alimentare, assorbono e trasportano altri inquinanti organici e inorganici (spesso tossici) e sono facilmente ingeriti o inalati a causa delle loro piccole dimensioni. Possono ulteriormente degradarsi in nanoplastiche (meno di 100 nm). E sono un rischio per l’ambiente e per la salute.
Le microplastiche hanno un effetto negativo su ecosistemi vulnerabili quali barriere coralline, mari profondi, regioni polari. Hanno un impatto negativo sulla biodiversità, su tutta la vita marina dal plancton ai grandi mammiferi. E sulla salute umana. Senza contare l’impatto economico sugli ecosistemi dovuto al rilascio di plastica nell’ambiente, una delle forme di inquinamento più pervasivo e anche difficile da combattere.
Inquinamento Zero
La riduzione delle microplastiche nell’ambiente rientra a pieno titolo nella strategia Inquinamento Zero che la Commissione europea si è data lo scorso anno.
Per orientare l’Ue verso l’obiettivo 2050 di avere “un pianeta sano per persone in buona salute”, la strategia inquinamento zero stabilisce degli obiettivi chiave al 2030 per ridurre l’inquinamento rispetto a oggi. Fra questi obiettivi c’è anche quello di migliorare la qualità dell’acqua riducendo i rifiuti di plastica in mare del 50% e le microplastiche nell’ambiente del 30%.

