lavoro minorile

La Ue prepara il bando dei prodotti da lavoro forzato

L’Europa si prepara a mettere al bando i prodotti frutto di lavoro forzato. Oggi la Commissione europea ha presentato la comunicazione sul lavoro dignitoso in tutto il mondo nella quale ribadisce «l’impegno dell’UE a favore di un lavoro dignitoso sia all’interno dei nostri confini che nel resto del mondo. L’eliminazione del lavoro minorile e del lavoro forzato è al centro di questo impegno».

«L’Europa invia un messaggio chiaro: l’attività imprenditoriale non deve mai andare a scapito della dignità e della libertà delle persone – ha detto la presidente Ursula von der Leyen – Non vogliamo che i prodotti che i lavoratori sono costretti a fabbricare siano messi in vendita nei negozi europei. Per questo motivo stiamo lavorando per bandire tutti i prodotti ottenuti con il lavoro forzato».

160 milioni di bambini vittima di lavoro minorile

C’è ancora tanta strada da fare per garantire che il lavoro sia dignitoso per tante persone nel mondo. C’è poi il dramma del lavoro minorile, ancora troppo diffuso.

«160 milioni di bambini, uno su dieci a livello mondiale, sono vittime del lavoro minorile e 25 milioni di persone si trovano in una situazione di lavoro forzato», evidenzia Bruxelles.

«L’UE promuove il lavoro dignitoso in tutti i settori e ambiti strategici in linea con un approccio globale rivolto ai lavoratori nei mercati nazionali, nei paesi terzi e lungo le catene di approvvigionamento globali – informa la Commissione europea –  La comunicazione adottata oggi definisce le politiche interne ed esterne dell’UE per realizzare l’obiettivo del lavoro dignitoso in tutto il mondo, ponendolo al centro di una ripresa inclusiva, sostenibile e resiliente dalla pandemia».

No ai prodotti da lavoro forzato

All’interno di questo approccio, la Commissione europea sta preparando un nuovo strumento legislativo per bandire in modo effettivo i prodotti ottenuti con il lavoro forzato dal mercato dell’UE, come annunciato dalla Presidente von der Leyen nel suo discorso sullo stato dell’Unione del 2021.

Riguarderà i beni prodotti all’interno e all’esterno dell’UE, combinando un divieto con un solido quadro di applicazione delle norme. Si baserà sulle norme internazionali e integrerà le attuali iniziative dell’UE, in particolare gli obblighi in materia di dovere di diligenza e trasparenza.

L’Europa vuole porsi come leader globale in tema di lavoro dignitoso. Il lavoro minorile è diminuito negli ultimi decenni ma negli ultimi anni c’è stato un cambio di rotta e un nuovo aumento.

Come evidenzia la Commissione, negli ultimi decenni «il numero di minori vittime del lavoro minorile è diminuito significativamente a livello mondiale (passando da 245,5 milioni nel 2000 a 151,6 milioni nel 2016). Tuttavia il numero di minori costretti a lavorare è aumentato di oltre 8 milioni tra il 2016 e il 2020, invertendo la precedente tendenza positiva. Allo stesso tempo, – riconosce Bruxelles –  la pandemia mondiale di COVID-19 e le trasformazioni nel mondo del lavoro, indotte anche dai progressi tecnologici, dalla crisi climatica, dai cambiamenti demografici e dalla globalizzazione, possono avere ripercussioni sulle norme del lavoro e sulla protezione dei lavoratori».

È in questo contesto che si attua l’impegno della Ue, che vuole assumere un ruolo di guida. Davanti a sé la Commissione ha consumatori sensibili su questo tema. «I consumatori chiedono sempre più beni prodotti in modo sostenibile ed equo, che garantiscano un lavoro dignitoso a coloro che li producono – dice Bruxelles – Come si evince dai dibattiti nell’ambito della Conferenza sul futuro dell’Europa, i cittadini europei si aspettano che l’UE assuma un ruolo guida nella promozione degli standard più elevati in tutto il mondo».


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