allattamento al seno

Marketing del latte in polvere, la denuncia di OMS e Unicef

“Pervasivo, fuorviante e aggressivo” è il marketing del latte in polvere. Con parole molto dure, un dossier dell’Organizzazione mondiale della Sanità e dell’Unicef denuncia la pervasività del marketing usato per promuovere il latte in polvere: è un marketing invasivo, aggressivo e rappresenta un ostacolo all’allattamento al seno, dicono le agenzie Onu.

Genitori e donne incinte in tutto il mondo sono esposti al marketing aggressivo dell’industria del latte artificiale, denuncia il rapporto How marketing of formula milk influences our decisions on infant feeding (Come la commercializzazione del latte artificiale influenza le nostre decisioni sull’alimentazione infantile), il primo di una serie dell’OMS e dell’Unicef, basato su interviste a genitori, donne in gravidanza e operatori sanitari in otto paesi.

Più della metà degli intervistati ha riconosciuto di essere stato raggiunto dalla comunicazione delle aziende di latte in polvere.

La denuncia: marketing invasivo del latte in polvere

Marketing invasivo, è la prima denuncia delle due agenzie Onu.

Per Unicef e OMS, l’industria del latte in polvere (un business da 55 miliardi di dollari) «utilizza strategie di marketing sistematiche e non etiche per influenzare le decisioni dei genitori sull’alimentazione dei bambini».

«Questo rapporto mostra molto chiaramente che il marketing del latte artificiale rimane inaccettabilmente pervasivo, fuorviante e aggressivo», ha detto il direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus, che chiede di adottare e applicare con urgenza norme per proteggere la salute dei bambini da questo tipo di marketing.

Nelle tecniche di marketing di questo settore rientrano il targeting online non regolamentato e invasivo, ma anche l’esistenza di reti di consulenza e linee di assistenza sponsorizzate. Ci sono offerte di promozioni e omaggi al personale sanitario. È un marketing che ha influenzato la formazione e le raccomandazioni degli operatori sanitari.

 

baby biberon

 

Un ostacolo per l’allattamento al seno

L’altra grande accusa del dossier è che il marketing del latte in polvere rappresenta un ostacolo per l’allattamento al seno.

«Messaggi falsi e fuorvianti sull’alimentazione artificiale sono un ostacolo sostanziale all’allattamento al seno, che sappiamo essere il migliore per i bambini e le madri», ha affermato il direttore esecutivo dell’UNICEF Catherine Russell.

Il rapporto sottolinea che l’industria «fornisce spesso informazioni fuorvianti e scientificamente prive di fondamento a genitori e operatori sanitari e viola anche il Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno, un importante accordo di salute pubblica per proteggere le madri dal marketing aggressivo da parte dell’industria degli alimenti per l’infanzia».

In pratica il marketing del latte in polvere raggiunge quasi tutti. Dopo aver intervistato 8.500 genitori e donne in gravidanza e 300 operatori sanitari in tutto il mondo, il rapporto ha trovato che l’esposizione al marketing del latte artificiale ha raggiunto l’84% di tutte le donne intervistate nel Regno Unito, il 92% in Vietnam e il 97% in Cina, aumentando la loro probabilità di scegliere l’alimentazione artificiale.

Marketing e falsi miti

In tutti i paesi intervistati, con percentuali diverse, le donne esprimono un forte desiderio di allattamento al seno (dal 49% in Marocco al 98% in Bangladesh) ma il flusso continuo dei messaggi e del marketing sta minando la fiducia delle donne nella loro capacità di allattare al seno, evidenzia il dossier.

Sta alimentando falsi miti, come quelli che il latte materno sia inadeguato o che il latte artificiali migliori lo sviluppo del bambino o che la qualità del latte materno diminuisca col tempo. Invece, ricorda l’Oms, l’allattamento esclusivo al seno per i primi sei mesi e continuato fino a due anni e oltre offre una potente linea di difesa contro tutte le forme di malnutrizione infantile e funziona anche come “primo vaccino” e protezione da molte comuni malattie.

Latte in polvere, vendite raddoppiate in venti anni

Nonostante i vantaggi, nel mondo solo il 44% dei bambini di età inferiore ai sei mesi viene allattato esclusivamente al seno. Nel frattempo la vendita di latte in polvere è raddoppiata in venti anni.

«Mentre i tassi globali di allattamento al seno sono aumentati molto poco negli ultimi due decenni, le vendite di latte artificiale sono più che raddoppiate più o meno nello stesso periodo», dicono OMS e Unicef.

Non basta tutto questo, perché le aziende arrivano anche agli operatori sanitari e questo viene considerato “allarmante” dalle agenzie dell’Onu: «E in modo allarmante, il rapporto rileva che l’industria dell’alimentazione infantile ha contattato gli operatori sanitari di tutti i paesi con regali promozionali, finanziamenti per la ricerca e persino commissioni di vendita per influenzare le nuove madri sulle loro scelte di alimentazione. Più di un terzo delle donne intervistate ha affermato che un operatore sanitario aveva raccomandato loro una marca specifica di latte in polvere».

Da qui la richiesta di porre fine a questo marketing invasivo del latte in polvere, di attuare i requisiti del Codice anche attraverso l’approvazione, il monitoraggio e l’applicazione di leggi per impedire la promozione del latte artificiale; di investire in politiche e programmi di sostegno per l’allattamento al seno; di vietare agli operatori sanitari di accettare sponsorizzazioni da aziende che commercializzano alimenti per neonati e bambini piccoli.


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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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