Parlamento UE: approvati i nuovi obiettivi nazionali di riduzione delle emissioni

Parlamento UE: approvati i nuovi obiettivi nazionali di riduzione delle emissioni (foto Pixabay)

Parlamento UE: approvati i nuovi obiettivi nazionali di riduzione delle emissioni

Entro il 2030 i Paesi UE dovranno ridurre le emissioni del 40% rispetto al 2005 e gli obiettivi nazionali di riduzione delle emissioni saranno basati su PIL pro capite ed efficacia dei costi. Inoltre verranno limitate le possibilità di scambio delle emissioni: questi i principali punti del regolamento approvato dal Parlamento UE

Il Parlamento UE ha approvato in via definitiva i nuovi obiettivi nazionali di riduzione delle emissioni. In particolare – si legge in una nota – il nuovo regolamento sulla “condivisione degli sforzi” stabilisce i livelli vincolanti di riduzioni annuali per le emissioni di gas serra per il trasporto su strada, il riscaldamento degli edifici, l’agricoltura, i piccoli impianti industriali e la gestione dei rifiuti per ciascuno Stato membro dell’UE. Settori che, attualmente, sono responsabili per circa il 60% di tutte le emissioni dell’Unione.

Il testo, approvato con 486 voti favorevoli, 132 contrari e 10 astensioni, è frutto di un accordo con i governi dell’UE e fa parte del pacchetto “Pronti per il 55% nel 2030”, ossia il piano dell’UE per ridurre le emissioni di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990, in linea con la legge europea sul clima.

Riduzione delle emissioni di gas serra, cosa prevede il regolamento

La nuova normativa UE, spiega il Parlamento, innalza l’obiettivo di riduzione dei gas serra a livello europeo, da raggiungere entro il 2030, dal 30 al 40% rispetto ai livelli del 2005.

Per la prima volta, quindi, tutti i Paesi dell’UE dovranno ridurre le emissioni di gas serra con obiettivi che variano dal 10 al 50%. Gli obiettivi di riduzione di ciascun Paese membro per il 2030 si basano su PIL pro capite ed efficacia dei costi. Ogni anno, inoltre, gli Stati membri dovranno garantire di non superare la propria quota annuale di emissioni di gas serra.

Inoltre, viene limitata la flessibilità prevista dalla normativa precedente, riducendo la quantità di emissioni che gli Stati membri potranno risparmiare da anni precedenti, prendere in prestito da anni futuri e scambiare con altri Stati membri. Per responsabilizzare gli Stati membri, la Commissione, su richiesta del Parlamento, renderà pubbliche le informazioni sulle azioni a livello nazionale in un formato facilmente accessibile.

Il testo, ora, dovrà essere formalmente approvato anche dal Consiglio. Successivamente sarà pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’UE, per poi entrare in vigore 20 giorni dopo.


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