Rifiuti nei parchi, i dati di Park Litter 2022 in occasione di Puliamo il mondo (foto pixabay)

Sono mozziconi di sigaretta, tappi di bottiglia e di barattoli, frammenti di carta i rifiuti nei parchi in cui più spesso ci si imbatte. Il problema dei rifiuti abbandonati non risparmia infatti i parchi urbani. La nuova indagine Park Litter 2022 di Legambiente ha censito oltre 31 mila rifiuti in 56 parchi di 28 città d’Italia. Chi passeggia in un parco urbano si imbatte insomma in circa 5 rifiuti ogni metro quadrato.

I dati della nuova indagine sono stati diffusi in occasione di Puliamo il mondo, l’iniziativa di volontariato ambientale organizzata da Legambiente, edizione italiana di Clean Up the World, che compie 30 anni. La campagna torna domani, 30 settembre, e il 1-2 ottobre. E chiama a raccolta cittadini di tutte le età per ripulire insieme dai rifiuti abbandonati aree verdi, strade e piazze, angoli della città, ma anche sponde di fiumi e spiagge.

Rifiuti nei parchi, 5 a metro quadrato

In questa nuova edizione Legambiente torna allora a denunciare il problema dei rifiuti abbandonati nei parchi urbani. Park Litter 2022 dice che sono 31.961 rifiuti raccolti e catalogati da 697 volontari di volontari di Legambiente nei 66 transetti eseguiti in 56 parchi urbani di 28 città, circa 5 rifiuti ogni metro quadrato monitorato.

«A farla da padrone – spiega l’associazione –  i mozziconi di sigarette che rappresentano il 42,2% dei rifiuti raccolti (13.483 su 31.961 totali), seguiti da tappi di bottiglia o di barattoli e linguette lattine (3.005 pezzi trovati pari al 9,4% del totale), pezzi non identificabili di carta (2.575, l’8,1%), pezzi non identificabili di plastica (1.838, il 5,8%), bottiglia di vetro e pezzi di bottiglie (1.710, il 5,4%), e sacchetti di patatine e dolciumi e caramelle (1.009, il 3,2%)».

Ci sono poi i dispositivi di protezione lasciati dalla pandemia. I volontari hanno trovato mascherine abbandonate in in 25 dei 56 parchi monitorati (44,6% dei parchi) e guanti in 7 dei 56 parchi (12,5% dei parchi).

La maggior parte dei rifiuti rinvenuti, oltre alla categoria dei rifiuti da fumo, sono riconducibili a quella dei prodotti “usa e getta” e quelle degli “imballaggi” che rappresentano rispettivamente il 21% (6.622 pezzi) e il 26% del totale (con 8.189 pezzi).

Raggruppati per categoria di materiali, i rifiuti nei parchi sono per il 62,1% di polimeri artificiali (plastiche), per il 13,5% di carta e cartone, per il 12,7% di metallo e per il 7,1% di vetro e ceramica.

 

Puliamo il mondo 2022, appuntamento il 30 settembre, 1 e 2 ottobre

Puliamo il mondo fa 30

«In questi trent’anni Puliamo il mondo – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – ha contribuito a far crescere nei cittadini la consapevolezza sull’importanza della tutela dell’ambiente, della corretta gestione dei rifiuti e del ruolo dei singoli per migliorare il decoro degli spazi comuni. Lo abbiamo fatto con gli otto milioni di cittadini che hanno partecipato alle pulizie dai primi anni ’90, con cui abbiamo avviato anche numerosi percorsi virtuosi di valorizzazione del territorio una volta caratterizzato dal degrado. Ma oltre all’impegno dei cittadini, è bene che anche le istituzioni facciano la loro parte con interventi di promozione dell’economia circolare, facilitando ad esempio la realizzazione degli impianti di riciclo, a partire dal Centro Sud, semplificando l’iter tortuoso di approvazione dei decreti End of waste sulle materie prime seconde, promuovendo gli acquisti verdi, penalizzando economicamente sempre di più lo smaltimento in discarica e facendo pagare meno le utenze più virtuose con la tariffazione puntuale. Solo così ci libereremo una volta per tutte dalla dittatura degli impianti di smaltimento».

Torna dunque Puliamo il Mondo, con oltre mille eventi in programma in tutta Italia. Ad aprire il week-end di mobilitazione, domani, sarà l’evento organizzato nella Capitale con una giornata di pulizia, alle ore 10.00, a piazza di Porta San Lorenzo. Motto di questa edizione sarà “Trent’anni di Puliamo il Mondo per un clima di pace” per sottolineare l’importanza delle comunità fautrici di una società che promuove la pace e il rispetto della diversità, rifiutando la guerra, ogni forma di pregiudizio, violenza, odio e discriminazione.


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