Sui rifiuti pericolosi e le discariche è possibile una pesante condanna al nostro Paese da parte della Corte di Giustizia delle Comunità Europee. Il 26 aprile 2007, con la sentenza C-135/05 l’Italia è stata dichiarata inadempiente agli obblighi a cui è tenuta ai sensi della legislazione Ue sui rifiuti pericolosi (direttive 75/442 e 91/689/CEE), e alle discariche di rifiuti (direttiva 1999/31/CE). Oggi la Commissione ha chiesto alla Corte di condannare l’Italia a versare alla Commissione: una penalità giornaliera pari a EUR 256 819,20 per il ritardo nell’esecuzione della sentenza nella causa C-135/05 dal giorno in cui sarà pronunciata la sentenza nella presente causa fino al giorno in cui sarà stata eseguita la sentenza nella causa C-135/05; una somma forfettaria il cui importo risulta dalla moltiplicazione di un importo giornaliero pari a EUR 28 089,60 per il numero di giorni di persistenza dell’infrazione dal 26 aprile 2007 (giorno della pronunzia della sentenza nella causa C-135/05) alla data in cui sarà pronunziata la sentenza nella presente causa.
Per quanto riguarda i rifiuti pericolosi, in base alle informazioni trasmesse dalle autorità italiane, esisterebbero nel territorio italiano ancora almeno 218 discariche illegali di rifiuti, dislocate in tutte le regioni italiane, che, in ragione della loro natura abusiva, non rispetterebbero le disposizioni summenzionate.
Per quanto riguarda le discariche di rifiuti esisterebbero ancora 5 discariche, per le quali i relativi piani di riassetto non sarebbero stati presentati, o approvati, e che ciononostante non sarebbero state chiuse dall’autorità competente.
L’avvocato generale Juliane Kokott presenterà le sue conclusioni giovedì 4 settembre.

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