Riscaldamento, Ambientalisti: stop all'installazione di impianti fossili negli edifici
Riscaldamento, Ambientalisti: stop all’installazione di impianti fossili negli edifici
Kyoto Club e Legambiente avanzano alcune richieste per la decarbonizzazione e l’efficienza energetica. Chiedono, inoltre, che l’Italia prenda posizione per elettrificare i riscaldamenti degli edifici
Kyoto Club e Legambiente chiedono interventi nel settore del riscaldamento e, in particolare, che “l’UE vieti l’installazione di impianti fossili negli edifici di nuova costruzione entro il 2025, riformando le normative sulla progettazione ecocompatibile e sull’etichetta energetica e puntando sull’elettrificazione dei consumi”.
Richieste che giungono dalle due associazioni all’interno della campagna informativa “Per la decarbonizzazione, efficienza energetica e riscaldamento negli edifici in Italia”, che punta a sensibilizzare cittadini e decisori politici, sottolineando la necessità di fermare la diffusione di impianti di riscaldamento da fonti fossili in Italia. Obiettivi: “ridurre le emissioni al 2030 e al 2050 e affrancarci dalla dipendenza energetica“.
Riscaldamento, il ruolo dell’Ecodesign e dell’Energy Label
Nell’ultimo position paper presentato venerdì 29 aprile, Kyoto Club e Legambiente ribadiscono la centralità della progettazione ecocompatibile (Ecodesign) e dell’etichettatura energetica (Energy Label) nel taglio delle emissioni del comparto del riscaldamento, sottolineando l’importanza della revisione del nuovo regolamento europeo Ecodesign, che dovrebbe vedere la luce nei primi mesi del 2023.
L’Ecodesign stabilisce in primo luogo i requisiti minimi di efficienza legali, in modo che gli apparecchi ad alto consumo energetico non siano nemmeno ammessi sul mercato europeo; le etichette energetiche indirizzano i consumatori verso i migliori elettrodomestici.

Attualmente si prevede che le politiche di progettazione ecocompatibile ed etichettatura energetica comportino circa un terzo dei risparmi necessari per raggiungere gli obiettivi di riduzione del 55% di emissioni dell’UE entro il 2030 (almeno 500 Mt sui 1.500 Mt totali che devono essere ridotti).
“Secondo la Campagna europea #Coolproducts i ritardi nell’iter di revisione del settore del riscaldamento ci stanno facendo immettere nell’atmosfera circa 4,59Mt di CO2 entro il 2030 e 11,6 miliardi di euro di costi aggiuntivi“, dichiarano Giacomo Pellini e Sibilla Amato, di Kyoto Club e Legambiente.
Secondo le due associazioni ambientaliste serve, dunque, accelerare l’adozione di normative più avanzate di Ecodesign e di Energy Label, aumentare la loro ambizione, vietare la vendita dei dispositivi altamente inefficienti delle classi F e G entro, rispettivamente, entro il 2023 ed il 2025 e declassare la maggior parte degli apparecchi alimentati a combustibili fossili nelle fasce più basse.
Per quanto riguarda la questione dell’Ecodesign – spiegano le associazioni – è emersa una spaccatura netta in occasione dell’ultimo Forum di Consultazione, che raduna gli esperti degli Stati membri, tenutosi nel settembre 2021. In occasione del meeting, un gruppo di Paesi “virtuosi” (Germania, Danimarca, Francia, Austria, Svezia) si è distinto per supportare una normativa più ambiziosa per l’Ecodesign. Dall’altra parte, un gruppo di Paesi più “conservativi” (Italia, Portogallo e Spagna) frena l’adozione di leggi sempre più progressive per regolare la materia.
Sottolineano, in particolare, che l’Italia si è distinta per una posizione contraria circa l’elettrificazione dei prodotti di riscaldamento – “non tutti i prodotti per il riscaldamento possono essere elettrificati”. Pertanto, Kyoto Club e Legambiente chiedono che il nostro Paese si allinei al gruppo dei “virtuosi” e si schieri apertamente per l’elettrificazione dei consumi.

