Tassonomia verde, via libera del Parlamento europeo a gas e nucleare (foto pixabay)

Il Parlamento europeo respinge la mozione di rigetto contro l’inclusione del gas e nucleare nella tassonomia verde europea. Passa dunque l’atto della Commissione che include gas e nucleare fra le attività ecocompatibili e meritevoli di sostegno finanziario agli investimenti. La Plenaria di Strasburgo ha bocciato infatti con 328 voti la mozione contraria all’inclusione di gas e nucleare fra le attività economiche ecosostenibili. Non è stata raggiunta la maggioranza assoluta dei deputati necessaria per respingere la proposta della Commissione.

Gas e nucleare nella tassonomia, il voto del Parlamento europeo

Il Parlamento europeo non ha respinto l’inclusione di specifiche attività energetiche dei settori del gas e del nucleare nella tassonomia europea. 278 deputati hanno votato a favore del veto, 328 contro e 33 si sono astenuti. Per porre il veto alla proposta della Commissione sarebbe stata necessaria una maggioranza assoluta di 353 deputati. Se Parlamento e Consiglio non sollevano obiezioni alla proposta entro l’11 luglio 2022, l’atto delegato sulla tassonomia entrerà in vigore e si applicherà a partire dal 1° gennaio 2023.

A febbraio di quest’anno la Commissione europea ha presentato un atto delegato complementare “Clima” della tassonomia, che riguarda determinate attività del settore del gas e del nucleare alla luce degli obiettivi di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. Bruxelles ritiene insomma che gli investimenti privati nel settore del gas e del nucleare possano svolgere un ruolo nella transizione verde e ha proposto di classificare attività energetiche collegate al gas fossile e all’energia nucleare come attività di transizione che contribuiscono alla mitigazione dei cambiamenti climatici. L’inclusione di alcune di queste attività è limitata nel tempo e dipende da specifiche condizioni e requisiti di trasparenza.

 

 

#NotMyTaxonomy, la protesta

La società civile però protesta da tempo contro questa proposta, che ora continua il suo iter. #NotMyTaxonomy, è stata la protesta rinnovata anche in questi giorni con varie mobilitazioni nei pressi del Parlamento europeo.

Oggi il commento twitter dei Fridays For Future Italia è netto: “Gas fossile in #tassonomia. Sconfitta per le democrazie, per l’Europa, per chiunque voglia la transizione. Vittoria per chi nega il #CambiamentoClimatico, per #Putin e i dittatori del fossile. Da oggi in Europa finanziare il gas sarà considerato green”.

Legambiente ha preso parte alla mobilitazione contro la tassonomia e parla di un’Europa che ha ceduto alle lobby di gas e nucleare.

«L’Europarlamento con il voto di oggi – dice Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – ha ceduto alle lobby di gas e nucleare sostenendo la proposta della Commissione di classificarli come fonti energetiche sostenibili, in base al regolamento sulla tassonomia degli investimenti verdi. Un duro colpo al Green Deal Europeo e ad un’ambiziosa politica climatica in linea con l’obiettivo di Parigi di 1.5°C, indispensabile per fronteggiare l’emergenza climatica. Si tratta di una scelta politica senza alcuna base scientifica, come invece richiede il regolamento sulla tassonomia».

L’associazione ricorda che la proposta della Commissione è stata adottata nonostante il parere fortemente contrario della Piattaforma sulla Finanza Sostenibile (PFS), ossia del gruppo di esperti indipendenti nominati dalla stessa Commissione per il supporto scientifico necessario alla redazione questo Atto Delegato Complementare per l’attuazione del regolamento sulla tassonomia. La Piattaforma «nelle sue raccomandazioni – spiega Legambiente – ha evidenziato che il nucleare va escluso in quanto non rispetta i criteri (previsti dall’articolo 17 del regolamento sulla tassonomia) relativi al principio sul non arrecare danni significativi all’ambiente, in particolare per quanto riguarda la gestione e lo smaltimento delle scorie radioattive. L’esclusione del gas fossile, invece, è motivata dal fatto che gli impianti a gas per poter fornire un contributo sostanziale alla mitigazione dei cambiamenti climatici, come richiesto dal regolamento, devono emettere meno di 100 gr CO2e/kWh, mentre gli impianti più efficienti a disposizione emettono non meno di 316 gr CO2e/kWh».

«Ma la partita non è ancora terminata. I governi di Austria e Lussemburgo – spiega Mauro Albrizio, responsabile ufficio europeo di Legambiente hanno già annunciato la loro volontà di ricorrere contro la proposta della Commissione alla Corte di Giustizia con buone possibilità di successo secondo diversi esperti giuridici del Consiglio e del Parlamento. Chiediamo al governo italiano di sostenere il ricorso di Austria e Lussemburgo. Si deve evitare che centinaia di miliardi di euro vadano sprecati con il nucleare ed il gas fossile aggravando così la duplice crisi climatica ed energetica».


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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Direttrice di Help Consumatori. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, società e ambiente, bambini e infanzia, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Hobby: narrativa contemporanea, cinema, passeggiate al mare.

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