Gas e nucleare entrano nella tassonomia Ue
Tassonomia Ue, per Bruxelles gas e nucleare possono avere l’etichetta green
Gas e nucleare possono avere, a determinate condizioni, l’etichetta Ue per gli investimenti verdi. Entrano così nella tassonomia europea. Tutto bene? Legambiente: “Un duro colpo al green deal”
Gas e nucleare possono avere l’etichetta verde, a determinate condizioni, ed entrano così nella tassonomia europea. Per la Commissione europea insomma «gli investimenti privati nel settore del gas e del nucleare possano svolgere un ruolo nella transizione» ecologica dell’Unione. È quanto emerge dall’atto delegato complementare Clima della tassonomia che la Commissione ha presentato oggi.
La tassonomia è il provvedimento con cui Bruxelles stabilisce quali attività siano ecocompatibili e meritevoli di sostegno finanziario agli investimenti. La tassonomia ha l’obiettivo di «contribuire a migliorare i flussi monetari verso attività sostenibili in tutta l’Unione europea. Permettere agli investitori di riorientare gli investimenti verso tecnologie e imprese più sostenibili sarà fondamentale per rendere l’Europa climaticamente neutra entro il 2050».
Gas e nucleare, è insomma la sintesi del provvedimento, sono considerate fonti energetiche utili alla transizione ecologica e a determinate condizioni possono avere l’etichetta green.
Gas e nucleare nella tassonomia Ue
La Commissione europea ha presentato oggi un atto delegato complementare “Clima” della tassonomia, che riguarda determinate attività del settore del gas e del nucleare alla luce degli obiettivi di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. Il collegio dei commissari, spiega Bruxelles, ha raggiunto un accordo politico sul testo. Il testo andrà esaminato da Parlamento europeo e Consiglio che in tutto hanno fino a sei mesi di tempo per esaminarlo e sollevare obiezioni.
La tassonomia dell’Ue, spiega ancora la Commissione, vuole guidare gli investimenti privati verso le attività necessarie per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.
«La classificazione della tassonomia non determina se una data tecnologia rientrerà o meno nel mix energetico degli Stati membri, ma ha lo scopo di presentare tutte le soluzioni possibili per accelerare la transizione e aiutarci a realizzare gli obiettivi climatici – dice la Commissione europea – Tenuto conto dei pareri scientifici e dello stato attuale della tecnologia, la Commissione ritiene che gli investimenti privati nel settore del gas e del nucleare possano svolgere un ruolo nella transizione. Le attività selezionate in questi due settori sono in linea con gli obiettivi climatici e ambientali dell’UE e ci consentiranno di abbandonare più rapidamente attività più inquinanti, come la produzione di carbone, a favore delle fonti rinnovabili di energia, che saranno la base principale di un futuro a impatto climatico zero».
Today’s EU Taxonomy proposal is about the transition to climate neutrality. We are setting strict criteria for gas & nuclear activities that contribute to getting out of coal, plus transparency rules so investors know where their money is going.
🗞 https://t.co/JzcJ13TP9Q pic.twitter.com/PzM7bNeZht
— Mairead McGuinness (@McGuinnessEU) February 2, 2022
Gas e nucleare, le condizioni
In pratica nella tassonomia Ue alcune attività di nucleare e gas possono essere aggiunte come attività transitorie con una serie di condizioni che la Commissione europea definisce “chiare e rigorose”.
«Queste le condizioni rigorose: per le attività sia gasiere che nucleari, che contribuiscano alla transizione verso la neutralità climatica; per le attività nucleari, che rispondano ai requisiti di sicurezza nucleare e ambientale; e per quelle gasiere, che contribuiscano alla transizione dal carbone alle rinnovabili».
L’atto inoltre “introduce obblighi di informativa specifici per le imprese che esercitano attività nei settori del gas e del nucleare.”
Come arrivare alla neutralità climatica?
«L’UE si è impegnata a conseguire la neutralità climatica entro il 2050 e dobbiamo usare tutti gli strumenti a nostra disposizione per arrivarci – ha detto Mairead McGuinness, Commissaria responsabile per la Stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l’Unione dei mercati dei capitali – Intensificare gli investimenti privati nella transizione è fondamentale per conseguire i nostri obiettivi climatici. Oggi stabiliamo condizioni rigorose per aiutare a mobilitare finanziamenti a sostegno di questa transizione grazie alla quale vogliamo abbandonare fonti più dannose di energia, come il carbone. Stiamo inoltre aumentando la trasparenza del mercato in modo che, in sede di decisione di investimento, gli investitori possano individuare facilmente le attività gasiere e nucleari».
L’Europa ha obiettivi comuni su clima e ambiente ma il “mix energetico nazionale è una prerogativa degli Stati membri, che varia da uno Stato membro all’altro e in alcuni dipende ancora fortemente dal carbone ad alte emissioni di carbonio”, spiega ancora Bruxelles.
Mentre le cronache raccontano in effetti di una spaccatura nelle posizioni europee su nucleare e gas. Le proteste degli ambientalisti seguono a stretto giro.
Legambiente: duro colpo al green deal europeo
Per la Commissione europea insomma gas e nucleare sono fonti energetiche utili alla transizione ecologica dell’Ue e possono avere, a determinate condizioni, l’etichetta Ue per gli investimenti verdi. E questo ovviamente non piace a Legambiente.
«La proposta della Commissione Ue – dichiara Mauro Albrizio, responsabile ufficio europeo Legambiente – è un duro colpo al Green Deal Europeo ed a una ambiziosa politica climatica in linea con l’obiettivo di 1.5°C indispensabile per fronteggiare l’emergenza climatica. Ma siamo solo al primo tempo della partita. La palla passa ora a Consiglio e Parlamento che hanno sino a 6 mesi per rigettare l’inclusione di gas fossile e nucleare nella tassonomia sugli investimenti verdi. Da domani ci mobiliteremo con tutti gli ambientalisti europei per far rigettare la proposta della Commissione».
Anche in Italia è partito nei mesi scorsi un dibattito sul nucleare e sulla transizione ecologica. Del tutto “sterile”, spiega Legambiente che naturalmente invita a puntare sulle fonti rinnovabili.
«Per quanto riguarda il nucleare – dice Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – stiamo parlando di una tecnologia di produzione di energia superata dalla storia, surclassata da tecnologie più competitive sotto il punto di vista economico come quelle a fonti rinnovabili. Si sta anche cercando di raddoppiare la produzione nazionale di gas, lavorando su riserve certe e probabili che agli attuali tassi di consumo esauriremmo in soli 15 mesi. La strada da percorrere per accelerare la transizione ecologica è quella tracciata dalle fonti rinnovabili, accelerando la loro diffusione che oggi è fortemente rallentata da una serie di ostacoli. Abbiamo poco tempo per avviare questa rivoluzione green. Non perdiamo questa importante occasione, il Pianeta ci chiede di fare in fretta».

