La Commissione Europea ha inflitto oltre 622 milioni di euro di multa a 17 aziende che hanno fatto cartello sul prezzo di vendita di attrezzature e accessori per sale da bagno, in 6 Paesi dell’Ue, tra cui l’Italia. Tra le imprese multate ci sono 5 italiane: Cisal, Mamoli, RAF, Teorema e Zucchetti. Il cartello, che ha funzionato per 12 anni, dal 1992 al 2004, ha riguardato prodotti come lavabi, vasche da bagno, rubinetteria ed accessori da bagno e si è concretizzato nella fissazione degli aumenti di prezzo, dei prezzi minimi e degli sconti e nello scambio di informazioni commerciali sensibili. Tali pratiche rappresentano violazioni molto gravi delle norme comunitarie in materia di concorrenza e sono vietate dall’articolo 101 del trattato UE.

"Le 17 imprese hanno fissato per 12 anni i prezzi delle vasche da bagno, dei lavabi, della rubinetteria e di altri accessori da bagno in sei paesi, la cui popolazione complessiva ammonta a 240 milioni di persone – ha spiegato Joaquín Almunia, vicepresidente della Commissione e commissario responsabile della concorrenza – Il cartello ha danneggiato imprese quali, per esempio, i costruttori edili e gli idraulici e, in ultima analisi, un grande numero di famiglie. Tuttavia, poiché l’obiettivo dell’applicazione delle norme antitrust non è quello di provocare la rovina delle imprese in difficoltà finanziarie, la Commissione ha ridotto le ammende inflitte a cinque di queste, portando l’importo ad un livello adeguato alla loro situazione. Le imprese – ha concluso Almunia – possono essere certe che la Commissione continuerà la sua lotta contro i cartelli e che il livello delle ammende continuerà ad essere tale da scoraggiarle dall’adottare pratiche illegali".

 

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