EDITORIALE. La meglio gioventù, secondo Brunetta!
Un po’ macchietta, un po’ gradasso, un po’ padroncino…scegliete voi quale maschera si addice meglio al ministro Brunetta. Una volta era lo spietato fustigatore dei dipendenti pubblici e cantore delle nuove tecnologie che avrebbero trasformato la pubblica amministrazione italiana. Oggi è sempre più l’ultimo giapponese attaccato ad una immagine efficientista di un governo ormai a pezzi e che tanto più è in difficoltà, tanto più diventa arrogante e sprezzante. Se i precari sono "l’Italia peggiore", quella migliore è rappresentata dalla cricca della protezione civile che ha mercanteggiato gli appalti de L’Aquila o del G8 della Maddalena, partendo dalle risate belluine della notte del terremoto per finire agli squallidi massaggi di Bertolaso? O sono i "furbetti del quartierino" che se la intendevano con qualche deputato di Forza Italia e con l’infedele governatore della Banca d’Italia? O sono le ragazzine che si vendono al premier o più ancora lo sono quei padri e quelle madri che le spingono tra le sue braccia esortandole a "fare di più" per avere più soldi? O sono quei parlamentari che hanno messo sul piatto il loro voto in cambio di una auto blu da sottosegretario?
Ma forse bisogna capirlo, il povero Brunetta! Non è riuscito a far nulla nella P.A., salvo mettere qualche tornello e ridurre qualche assenza, mentre gli sbandierati servizi on line, come le notifiche giudiziarie, gli sono stati clamorosamente rinfacciati (vedi le cancelliere del Tribunale di Milano) perché mai avviati, mancando i pc, le stampanti, la carta…
Allora ci fa pena, quest’uomo che vede svanire il posto nella storia che pensava di aver conquistato con i suoi proclami. Tornerà presto nell’ombra e fra poco la parola "brunetta" sarà solo l’opposto di "biondina".
di Antonio Longo

