Il Ministero della Salute, in seguito ai casi di morte da virus A/H5 avvenuti in Turchia, rende noto che sta seguendo l’evolversi della situazione in costante contatto con la Commissione Europea e col Centro di referenza dell’Oms per l’Europa che sta conducendo le analisi per l’identificazione completa del virus. L’Italia – si legge nella nota diffusa dal ministro nei giorni scorsi – inoltre partecipa con un proprio esperto veterinario del Centro di referenza nazionale per l’influenza aviaria di Padova alla missione di una delegazione dell’OMS in Turchia.

Tutte le misure cautelative e di controllo già intraprese sono in atto, in particolare dal mese di agosto 2005 – continua la nota – il ministero della Salute ha adottato , a seguito delle segnalazioni provenienti dagli Organismi internazionali in merito ad una possibile diffusione dell’influenza aviaria, una serie di misure a carattere preventivo, intese a migliorare i nostri sistemi di controllo, tanto nella tutela della salute pubblica quanto nella sanità animale. Tutti i provvedimenti emanati tendono altresì a rafforzare la fiducia dei consumatori sia attraverso i controlli effettuati dal Sistema Sanitario Nazionale, sia attraverso un sistema di etichettatura obbligatorio delle carni di pollame e relativi prodotti che fornisce indicazioni sulla provenienza dei prodotti.

È necessario evidenziare che la maggior parte delle misure sono state adottate dall’Italia in via unilaterale, senza cioè attendere l’adozione di misure di salvaguardia comunitarie, sebbene la disciplina delle importazioni da Paesi Terzi di animali vivi e loro prodotti , rientri tra le materie soggette alla legislazione comunitaria di armonizzazione: nello specifico, in data 13 ottobre 2005 è stata notificata agli organi nazionali di controllo, la decisione comunitaria del divieto di importazione dalla Turchia di prodotti e animali a rischio per influenza aviaria ("piume e parti di piume non trasformate" e "volatili diversi dal pollame").

Si evidenzia inoltre che dalla Turchia era già in precedenza vietato importare volatili vivi, uova da cova o ovoprodotti, carni avicole, carni di selvaggina da penna, prodotti a base di carne di pollame, per motivi indipendenti dal focolaio di influenza aviaria. Inoltre dalla Turchia, era altresì già vietato importare volatili destinati ad essere utilizzati come selvaggina da ripopolamento (fagiani, pernici, starne e altre specie) nonché i volatili di qualsiasi specie. In ogni caso per quanto riguarda le carni di pollame , l’Italia ha un tasso di produzione nazionale ampiamente sufficiente a coprire le esigenze di consumo interno.

I servizi veterinari italiani, sia del territorio che dei posti di controllo alle frontiere, sono in stato di allerta costante e conducono i controlli in modo attento e intensificato. Pertanto il sistema produttivo italiano non è a rischio e la rete di sorveglianza epidemiologica e il monitoraggio sierologico sui volatili selvatici e domestici, nonché le misure adottate, rappresentano un efficace ed efficiente sistema di tutela e protezione della salute umana.

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