Federconsumatori e Adusbef chiedono a Poste Italiane di bloccare la vendita presso i propri uffici dei "Gratta e Vinci". Il motivo? Secondo le associazioni la scelta "contraddice l’immagine delle Poste, destinatarie delle pensioni di milioni di italiani, il baraccone lento ma sicuro, tante volte descritto in opere letterarie, televisive e cinematografiche". "Introdurre il "gratta e vinci" in quello che era il tempio della fiducia e della sicurezza è un po’ troppo!" incalzano Federconsumatori e Adusbef che avanzano un sospetto: "Nella crisi quasi tutti i consumi segnano il passo. Il gioco no: i soldi destinati al rischio aumentano continuamente, segnalando, come le tacche di un termometro, che la febbre sale nella società italiana. Approfittarne, però, è davvero censurabile". In realtà stando ai numeri – 1.500.000 di persone ogni giorno – e ai fatti – si effettuano operazioni tipicamente postali, ma i profitti vengono ricavati dall’attività bancaria e assicurativa – il sospetto sembra legittimo.


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