RISPARMIO. Lombardia, per effetto della crisi in calo i depositi bancari delle famiglie
Dal Rapporto annuale sulle ‘Economie regionali nel 2010’ presentato ieri da Bankitalia a Milano, sono emerse due notizie di rilievo per quanto riguarda la situazione in Lombardia. La prima è una previsione positiva: "Le imprese hanno ricominciato ad investire, cresce la produzione e l’export – ha spiegato Salvatore Messina, direttore della sede milanese di Banca d’Italia – Di conseguenza, il credito bancario è pronto a ripartire e le banche prevedono che nel corso del primo semestre del 2010 si arresterà la restrizione del credito e ci sarà una ripresa della domanda".
La seconda invece è una constatazione negativa che riguarda invece direttamente l’occupazione e di conseguenza, il reddito disponibile e la capacità di risparmio delle famiglie. Alla fine del 2008 si è arrestata infatti la fase di crescita dell’occupazione, che durava dalla metà degli anni ’90. La caduta del numero di occupati nel 2009 (1,2%) ha riguardato in particolar modo i lavoratori autonomi, i dipendenti con contratto a tempo determinato, le persone con un livello di istruzione medio-basso e soprattutto, i giovani: nella regione, il tasso di disoccupazione in tutti i settori, ad eccezione dell’edilizia, è cresciuto al 5,4% rispetto al 3,7% dell’anno precedente, con un aumento particolarmente sensibile nell’ultimo trimestre 2010. Si è impennato, di conseguenza rispetto al 2008, di almeno sei volte il ricorso agli ammortizzatori sociali.
Ma soprattutto, dal rapporto sullo stato dell’economia lombarda, si evidenzia sempre più drammaticamente lo stato di crisi delle famiglie. Se si analizzano i depositi – uno degli indici della capacità di risparmio delle famiglie – si osserva che nel 2008 sono cresciuti del 12,7%, mentre nel 2009 l’incremento è drasticamente sceso a +3,3%. La flessione si è evidenziata ancora di più nel 2010: a marzo di quest’anno, i depositi sono scesi a +0,9% anche per colpa della disoccupazione che mina alla base la capacità di risparmio delle famiglie.
Ma quel che è peggio, secondo alcuni esperti, è che i costi sociali della crisi non si sono ancora manifestati in tutta la loro drammaticità e l’uscita dal guado è ancora lontana, come ha dichiarato Aldo Bonomi, direttore dell’Istituto di ricerca Aaster e consulente del Cnel, a margine della presentazione del ‘Rapporto sui Diritti Globali 2010 – Crisi di sistema e alternative’ che si è tenuta oggi a Milano.
"Il Rapporto di Bankitalia è molto utile perché analizza l’andamento delle imprese, che distribuiscono il reddito e quale parte di questo finisce nelle tasche dei cittadini lombardi. Da questa lettura, è evidente che se da una parte si assiste a una timida ripresa dell’attività delle imprese, per le famiglie invece i costi sociali devono ancora arrivare, come dimostra la flessione dei depositi bancari e l’erosione del risparmio del singolo cittadino", ha concluso Bonomi.
di Flora Cappelluti

