Omissione di atti d’ufficio e concorso in epidemia colposa: con queste motivazioni il Codacons ha annunciato un esposto in Procura nei confronti dei componenti l’Unità di coordinamento per il controllo della Tbc voluta dalla Regione Lazio, "che si ostina – afferma l’associazione – a non voler estendere i test sui bimbi nati nel periodo in cui l’infermiera malata ha lavorato nel reparto neonatale del Gemelli".

Il Codacons continua in questo modo la mobilitazione avviata da giorni nei confronti del caso che sta scuotendo la sanità del Lazio. Dopo essersi costituita parte civile e aver chiesto ai pm che indagano sulla vicenda e alla Procura Generale della Corte di Appello di Roma di procedere per epidemia e disastro colposo, l’associazione – che chiede di fare i test a tutti i bambini nati nel periodo di lavoro dell’infermiera e indietro nel tempo fin quando non sia esclusa la possibilità di contagio – ha annunciato iniziative legali e denunciato che la famiglia del bambino nato l’8 dicembre e risultato positivo al test deve pagare di tasca propria i farmaci.

"I genitori del bimbo – afferma l’associazione – denunciano come il figlio sia stato escluso dalla profilassi e non abbia ricevuto alcun supporto dal Gemelli e dalla Regione, con la conseguenza che l’antibiotico per la cura della tubercolosi deve essere acquistato interamente a loro spese".


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