Aumento dell’Iva dal 20 al 21%, con destinazione del maggiore gettito al miglioramento dei saldi del bilancio pubblico; introduzione di un contributo del 3% per i redditi superiori a 300 mila euro; adeguamento delle pensioni delle donne nel settore privato a partire dal 2014: queste le principali misure scaturite dalla nuova versione della manovra economica che arriva all’esame del Senato. Il Governo ha presentato il maxiemendamento alla manovra in discussione a Palazzo Madama, dove è fissato per questa sera il voto di fiducia. Nel Consiglio dei Ministri di domani, invece, l’esecutivo è chiamato ad approvare l’introduzione nella Costituzione delle regole sul pareggio di bilancio e l’attribuzione alle Regioni delle competenze delle Province.

Torna dunque a cambiare volto la manovra economica, si torna indietro rispetto alle promesse fatte solo dieci giorni fa (no all’aumento dell’Iva, no al cosiddetto contributo di solidarietà: tutto rientrato all’interno del provvedimento scaturito dagli ultimi incontri di ieri) e si cerca di fare presto nell’approvazione di un provvedimento che sta scontentando un po’ tutti i settori sociali.

In tema di numeri, il peso maggiore è legato all’aumento dell’Iva al 21%, che a regime varrà circa 4,2 miliardi. Viene anticipato di due anni il progressivo innalzamento dell’età per la pensione delle donne nel settore privato, stabilito a 65 anni. Nel provvedimento è prevista una tassa del 3% per i redditi superiori a 300 mila euro (in un primo tempo, si era pensato ai redditi over 500 mila euro): le prime stime parlano di un introito netto per la finanza pubblica pari a 53,8 milioni di euro nel 2012 e di poco più di 144 milioni di euro nei due anni successivi.


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