Questa mattina è suonata la campanella per 7 milioni 830 mila alunni divisi in circa 9.500 istituti. Se il ministro Maria Stella Gelmini ha parlato di un inizio di anno scolastico "regolare", non la pensano così insegnanti e studenti uniti nel ritenere dannosi per la scuola pubblica i tagli messi in atto dal Ministro.
”I numeri – spiegano gli studenti – sono evidenti: agli 8 miliardi di euro che sono stati tagliati alla scuola pubblica, si sommano i tagli agli enti locali di questa manovra, l’eliminazione di 30 mila insegnanti e tutto questo senza toccare ad esempio l’evasione fiscale di 50 miliardi di euro. Dietro queste cifre si nasconde la distruzione della scuola pubblica: viene negato il diritto allo studio, aumentano vertiginosamente i costi a carico di studenti e famiglie, dai libri di testo al contributo ‘volontario’, siamo costretti a studiare in edifici fatiscenti che continuano a crollarci addosso e in classi pollaio da 30 alunni, i programmi sono fermi a 50 anni fa, non c’e’ nessun investimento sull’innovazione ma il ministro Gelmini continua a parlare di ‘rigore e merito’ e punirci con provvedimenti come il voto di condotta o il limite di assenze”. ”Non vogliamo subire i danni – aggiunge la Rete degli studenti – di un governo che da i numeri, ma essere noi a contare, facendo vedere le priorita’ da cui ripartire per rimettere in piedi la scuola pubblica e il Paese che vogliamo: Welfare studentesco, Edilizia scolastica, Diritto allo studio, Innovazione, Valutazione non punitiva, Collegamento col mondo del lavoro”, per questo il 7 ottobre ”saremo in piazza, per riprenderci il Paese e riscrivere la scuola che vogliamo”.

Aldilà della questione "tagli", la scuola italiana così com’è proprio non piace agli studenti. Da uno studio curato da Comunicazione Perbene (www.comunicazioneperbene.com), associazione no profit e realizzato attraverso un monitoraggio on line su blog, forum, community specializzate sulla scuola e sui piu’ importanti social network, tra cui Facebook e Twitter è emerso un quadro desolante.

Ben 2 studenti italiani su 3 non le danno la sufficienza, considerandola vecchia e antiquata. Oltre 7 ragazzi su 10 non si sentono a proprio agio tra i banchi di scuola. C’e’ chi la considera un luogo di "tortura" (21%), chi non ha un buon rapporto con il proprio insegnante e sogna professori in stile Robin Williams nel film "L’attimo fuggente" (66%). Inoltre c’e’ chi parla di programmi troppo "antichi" (56%) e di metodi di insegnamento "preistorici" (52%). Tuttavia chi giudica gli studenti di oggi solo disfattisti si sbaglia di grosso. Dal web piovono proposte a raffica per cambiare ex novo la scuola italiana al fine di migliorarla. Tra murales fatti per colorare le pareti (29%) e professori piu’ giovani (38%), la proposta piu’ "esplosiva" e’ di utilizzare Smartphone, IPad e videogame di gruppo (71%). E se le materie devono rimanere uguali per forza (26%), studiarle con i new media le renderebbe quanto meno digeribili (73%), migliorando in tal modo anche il rapporto tra compagni di classe e con l’insegnante (63%). Un esempio in questo senso e’ rappresentato dal St’Colmans College di Cork, in Irlanda, dove da quest’anno sara’ possibile decidere se continuare il proprio corso di studi con l’I Pad o con i classici libri cartacei.


Vuoi ricevere altri aggiornamenti su questi temi?
Iscriviti alla newsletter!



Dopo aver inviato il modulo, controlla la tua casella per confermare l'iscrizione
Privacy Policy


 

 

Scrive per noi

Redazione
Redazione
Help consumatori è la prima e unica agenzia quotidiana d'informazione sui diritti dei cittadini-consumatori e sull'associazionismo che li tutela

Parliamone ;-)