Il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha diffidato ad ogni effetto di legge il Ministero dell’Economia e delle Finanze affinché proceda a riversare immediatamente all’Agcom la somma di euro 5.131.201,00. Si tratta dell’importo dei contributi versati nel 2004 dagli operatori della comunicazione per il funzionamento dell’Agcom ed allocati transitoriamente nel bilancio del Ministero dell’Economia solo per essere riversati, con partita di giro, all’Autorità. Il Ministero invece, dopo aver emesso con grave ritardo – solo in data 27 ottobre scorso – il decreto attributivo della somma, regolarmente registrato alla Corte dei Conti, ne ha ora omesso l’esecuzione.

In una lettera inviata al Presidente della Repubblica, al Presidente della Camera, al Presidente del Consiglio e al Ministro dell’Economia, il Presidente dell’Agcom, Corrado Calabrò, sottolinea che all’eliminazione del contributo a carico dello Stato e alla trasformazione del sistema di prelievo dalle imprese (che richiederà molti mesi per la sue entrata in funzione), previsti dal disegno di legge Finanziaria, si aggiunge adesso – intanto in via di fatto e in un domani in via di diritto con l’approvazione di un emendamento presentato al disegno di legge di conversione del decreto legge fiscale 203/2005 -la sottrazione di una somma di spettanza dell’Autorità fin dal 2004.

Su tale somma l’Agcom ha fatto affidamento nell’ambito della programmazione delle proprie attività, tra le quali assume particolare rilievo e sensibilità – specie in vista delle prossime elezioni politiche – la funzione di monitoraggio sul rispetto del pluralismo e della par condicio, funzione cui è preordinata, tra l’altro, la prevista prossima stipulazione di un contratto d’appalto con la società aggiudicataria della relativa procedura di gara. Il comportamento del Ministero – sottolinea infine Calabrò – reca grave pregiudizio alla regolare gestione e al funzionamento dell’Autorità.

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