L’uragano Irene, che si è abbattuto sugli Stati Uniti e si è spinto ora verso il Canada, è stato declassato a tempesta tropicale ma, nelle misure di emergenza predisposte per evitare il collasso della Grande Mela, ha portato alla cancellazione di circa diecimila voli diretti a New York. Quali i diritti dei passeggeri diretti in America? Due le possibilità: essere riprotetti su voli diversi o rinunciare al volo con rimborso del prezzo pieno del biglietto.

A ricordarlo è Confconsumatori, che dopo aver sottolineato come si tratti di cancellazione causata da circostanze eccezionali – il passeggero non ha quindi diritto alla compensazione pecuniaria – evidenzia però che si hanno altre forme di tutela: il passeggero ha diritto di scegliere tra l’essere riprotetto o rinunciare al volo.

Spiega l’associazione: "Nel primo caso ha diritto a essere imbarcato appena possibile su altro volo. Nel secondo caso ha diritto di ricevere il rimborso del prezzo del biglietto non utilizzato. In relazione a ciò il passeggero ha diritto al rimborso del prezzo pieno del biglietto pagato senza nessuna detrazione. Se quindi le compagnie aeree dovessero sostenere, come hanno fatto in passato di fronte a circostanze similari, che si ha diritto al rimborso al netto delle tasse aeroportuali, bisogna contestare l’offerta e chiedere il pagamento integrale".

La scelta è una facoltà del passeggero e quindi non può esserci nessuna imposizione da parte del vettore. In entrambi i casi, i passeggeri hanno diritto all’assistenza – pasti e bevande, eventuale ospitalità in albergo, transfert dall’aeroporto all’albergo e viceversa, due tra telefonate, fax e ed email. E hanno diritto all’informazione, ricorda Confconsumatori per voce di Carmelo Calì, responsabile nazionale trasporti dell’associazione e rappresentante CNCU nel Comitato tutela diritti passeggeri presso Enac: "Ci auguriamo che i diritti dei passeggeri, primo fra tutti quello all’informazione, siano rispettati. Infatti in passato i vettori si sono sottratti ai propri obblighi sostenendo che, al contrario, erano i passeggeri che avrebbero dovuto preoccuparsi di chiedere informazione. Tesi del tutto illegittima".


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