Pantaloni, scarpe, intimo, camicie, cinture e molto altro ancora. Oltre un milione e 100mila capi d’abbigliamento e accessori importati dalla Cina sono stati sequestrati a Gallipoli dalla Guardia di Finanza. Le Fiamme gialle della cittadina pugliese hanno riscontrato che in due negozi, gestiti da due cinesi, questi capi non avevano le informazioni minime a tutela del consumatore previste dalla legge. I due gestori dei negozi sono stati segnalati alla Camera di Commercio. Si tratta di un’azione di controllo dalla duplice finalità: da un lato, garantire che i prodotti di qualsiasi specie immessi sul mercato, sia essi realizzati in Italia o nell’Unione Europea sia importati dalla Cina, rispondano ai requisiti di sicurezza per i consumatori previsti dalle direttive comunitarie e dal Codice del Consumo; dall’altro, tutelare la libera concorrenza tra tutti gli operatori di mercato, evitando che l’economia legale venga danneggiata dall’immissione nei circuiti commerciali di prodotti realizzati a costi di produzione bassissimi, dovuti all’impiego di manodopera anche minorile sfruttata; all’utilizzo di coloranti, collanti, filati, tessuti, plastiche, resine altamente tossiche, cancerogene o che causano forti allergie nonché, in molti casi, all’evasione dei dazi doganali all’atto dell’importazione in Italia.


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