Si chiude oggi il 5° Congresso Nazionale dell’Adoc, ospitato nella sede di Palazzo Rospigliosi, di fronte al Quirinale. "C’è voglia di consumatori – ha detto il presidente dell’associazione Carlo Pileri nella relazione di apertura – perché siamo l’elemento chiave da capire per gestire il futuro ed il presente, perché ci stiamo incamminando verso soluzioni di governo della società che ci affidano il compito di rappresentare materialmente e giuridicamente i cittadini per la definizione di diritti e procedure, avviando una grande stagione di confronto e di contrattazione con le imprese e le loro associazioni".

Oggi l’Adoc conta quasi 90.000 consumatori iscritti, oltre 250 sedi. "Certo – ha proseguito Pileri – la nostra crescita è stata resa possibile da un insieme di fatti che sono in parte la causa, ma anche la conseguenza della nostra crescita. Al precedente Governo dobbiamo la sanzione del principio che le multe antitrust debbano essere investite nella tutela dei consumatori, la nascita dei progetti di finanziamento alle attività di tutela ed orientamento finalizzati, il riconoscimento istituzionale del nostro ruolo durante gli scandali finanziari, i fallimenti delle grandi imprese quotate e il default dei titoli argentini, la definizione di un codice del consumo che ci pone all’avanguardia in Europa su questo fronte. A questo Governo dobbiamo le già ricordate "lenzuolate" che sono figlie del Codice del consumo e madri del nuovo ruolo di rappresentanti con potere di contrattazione erga omnes".

In occasione del Congresso l’associazione ha presentato due ricerche "Giovani e risparmio" e "Il gusto nell’alimentazione". La prima, svolta assieme ad EU.R.E.S. (Ricerche Economiche e Sociali) sul risparmio tra i giovani italiani, mette in evidenza le difficoltà di una generazione che percepisce l’importanza dell’accantonamento di risorse, pur senza poterselo permettere per via dell’instabilità lavorativa o delle basse fonti di guadagno. "Siamo di fronte – commenta il Presidente – ad una generazione preoccupata, in alcuni casi terrorizzata, dalla disoccupazione e dalla precarietà (72,4% degli intervistati). I nostri ragazzi oggi percepiscono il futuro come un problema, correlandolo alla difficoltà di costruire un progetto di vita che comprenda un’abitazione, una famiglia, un livello minimo di benessere". "Questi aspetti – continua Pileri -, i ragazzi tra i 15 e i 26 anni che abbiamo intervistato, li legano a doppio filo alla possibilità odierna di risparmiare, una scelta percepita dalla maggior parte come ‘previdente, intelligente e matura’ ".

La ricerca "Il gusto nell’alimentazione" è invece un’indagine di opinione sugli italiani e la loro percezione dei sapori di molti prodotti alimentari, commissionata alla società Format.
"Abbiamo scoperto – ha spiegato il Presidente – ciò che tutti noi immaginavamo da tempo, ovvero che i sapori stanno scomparendo. Mozzarella, pesce fresco, vitello, pomodori, pesche, cioccolata: circa la metà degli intervistati ne ritiene perse le qualità organolettiche rispetto a 20 anni fa e per questa ragione ha modificato le proprie abitudini alimentari. Pur dando molta importanza ai sapori – spiega Pileri – gli italiani sembrano impossibilitati a spendere di più. Solo l’11,4% spenderebbe ‘molto di più’ per ottenere un miglior gusto dei cibi, mentre il 17,9% ‘abbastanza di più’, a testimonianza delle enormi difficoltà che ormai coinvolgono la maggior parte delle famiglie costringendole a peggiorare il proprio stile di vita."

"C’è grande fiducia – conclude Pileri – verso la produzione italiana (78,5%), ma anche nei confronti degli agriturismi per quanto riguarda il mangiare fuori casa (77,8%).Ciò che ci rende orgogliosi del nostro lavoro, preoccupandoci allo stesso tempo, è l’opinione degli italiani riguardo i soggetti impegnati nella difesa della qualità dei prodotti: il 70,1% ha fiducia nelle Associazioni dei consumatori, il 69,8% nelle forze di pubblica sicurezza, il 49,3% nelle autorità sanitarie,alle quali chiediamo maggior collaborazione e controlli rigidi".

 

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