icco di chiamate al 1522: Istat svela i dati trimestrali al IV trimestre 2023 (Foto Pixabay)

Non è certamente un caso che proprio oggi, in occasione della Giornata Internazionale delle donne l’Istat abbia scelto di diffondere i dati trimestrali al IV trimestre 2023 raccolti sulle chiamate ricevute al1522 (numero antiviolenza e stalking).

Rispetto agli andamenti registrati negli anni precedenti, il quarto trimestre registra un picco di chiamate mai osservato in passato. Nel corso del 2023, infatti, il numero delle chiamate per telefono e via chat ha subito una crescita rispetto agli anni precedenti fino a registrare nel quarto trimestre un totale di 21.132 chiamate valide, vale a dire un incremento percentuale dell’88,9% rispetto al trimestre precedente.

Ad incidere fortemente sulla crescita hanno sicuramente contribuito le campagne promozionali, ma purtroppo anche i recenti noti fatti di cronaca che hanno agito prepotentemente sulla sensibilità dell’opinione pubblica favorendo una maggiore consapevolezza sul tema della violenza contro le donne.

Tipi di violenze e richieste di soccorso: le percentuali

È possibile partire da questo contesto per evidenziare la crescita delle chiamate a scopo informativo sulle attività svolte dal 1522 (+108,9% rispetto al trimestre precedente),  seguito dall’aumento delle chiamate (+61,3%) per chiedere aiuto in caso di violenza ma soprattutto dai moltissimi casi di stalking (+113,8%). Fa riflettere anche il dato riguardante parenti/amici/conoscenti e operatori dei servizi che, in misura talvolta triplicata, segnalano casi di violenza o chiedono supporto per le vittime.

Osservando il totale delle violenze subite, le minacce e gli atti persecutori costituiscono le forme maggiormente diffuse. Analizzando i diversi tipi di violenze circa la metà delle vittime racconta agli operatori di aver subito violenza fisica motivando il ricorso alla chiamata di aiuto (42,2%), seguita dalla violenza psicologica (33,5%). Ovviamente trattandosi di abusi, a questi dati vanno aggiunti anche i casi di vittime che hanno subito due o più tipi di violenze distinte: in questi casi, comunque, è sempre la violenza psicologica a restare in cima alle forme rilevate con 2.362 segnalazioni che costituiscono il (46,7%).

La maggior parte delle violenze riportate al 1522 si consumano all’interno delle mura domestiche. Il 69,2% dei rispondenti dichiara che il luogo della violenza è la propria casa ed oltre la metà delle vittime (56%) dichiara di avere dei figli, di cui il 30,4% sono figli minori. Il 71,7% di vittime aggiunge inoltre che i propri figli hanno assistito alla violenza. Nei casi più gravi il 28,3% sono i figli stessi ad averla subita. Chiaramente il fatto che la violenza avviene in famiglia spiega anche la prevalenza delle figure del partner o ex-partner come principali autori della violenza.

 

 

L’importanza di continuare a denunciare

Resta un ultimo drastico dato da dover rivelare e riguarda il fenomeno dell’under-reporting: la maggior parte delle vittime che si rivolgono al 1522 non denuncia la violenza subita alle autorità competenti (il 65,5%). I dati evidenziano una persistente resistenza a denunciare. Il 58,4% delle vittime, infatti, dichiara di non denunciare anche se la violenza subita dura da anni.


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