Lavorare con donne e ragazze accelera i progressi verso la sicurezza alimentare e la Fame Zero. È quanto afferma il World Food Programme delle Nazioni Unite per l’odierna giornata internazionale della donna. “Per raggiungere il nostro obiettivo di un mondo a Fame Zero entro il 2030 è vitale mettere le donne e le ragazze in primo piano e al centro di decisioni di policy e dei programmi che affrontano la fame e la povertà – dice il WFP –  La riduzione delle disuguaglianze e la rimozione delle barriere che escludono le donne dall’influenzare lo sviluppo in tutti i settori fanno avanzare la sicurezza alimentare”.

Il tema di quest’anno delle Nazioni Unite per la Giornata Internazionale delle Donne – ‘Think equal, build smart, innovate for change – è vicina all’approccio del WFP nelle questioni di genere. L’obiettivo è infatti quello di “lavorare per delle vite dignitose, libere di fare le scelte che si desiderano e piene di opportunità”. I programmi integrati del WFP usano ad esempio i trasferimenti di contante per contribuire a ridurre la violenza di genere, a rafforzare i processi decisionali delle donne e aumentarne la leadership.

 “La Giornata Internazionale della Donna ci ricorda dell’immenso e prezioso contributo delle donne per un mondo più pacifico, prospero e ben nutrito – ha detto David Beasley, Direttore Esecutivo del World Food Programme (WFP) – In tutto il mondo, i programmi del WFP aiutano l’empowerment delle donne affinché abbiano maggiori opportunità non solo per migliorare le proprie vite, ma quelle delle loro famiglie, delle comunità e dei paesi nel loro complesso”. L’organizzazione lavora per raggiungere l’uguaglianza di genere e l’empowerment delle donne attraverso i suoi programmi, come quelli di alimentazione scolastica, che hanno visto un aumento della nutrizione e dell’istruzione tra le ragazze e contribuito a diminuire i tassi di gravidanze e matrimoni precoci.

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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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