Lidl: protesta presso la Direzione Generale - Arcole VR

Lidl: protesta presso la Direzione Generale - Arcole VR

Benessere animale, 20 ONG europee chiedono a Lidl di aderire allo European Chicken Commitment

Continua la campagna rivolta a Lidl, con cui 20 ONG europee per la protezione degli animali chiedono al gigante del discount di prendere impegni concreti per la tutela dei polli allevati nella propria catena di approvvigionamento. Ieri mattina l’organizzazione Essere Animali ha protestato davanti alla sede centrale italiana

Non si ferma la campagna rivolta a Lidl, con cui 20 ONG europee per la protezione degli animali chiedono al gigante del discount di prendere impegni concreti per la tutela dei polli allevati nella propria catena di approvvigionamento. Ieri mattina Essere Animali, organizzazione che dal 2011 lavora in Italia per la tutela degli animali allevati a scopo alimentare, ha protestato davanti agli uffici generali di Lidl Italia ad Arcole, in provincia di Verona, per chiedere una policy pubblica e trasparente a tutela dei polli da carne.

Lidl, le inchieste sui polli allevati nella catena di approvvigionamento

A novembre di quest’anno l’organizzazione aveva già pubblicato immagini raccolte all’interno degli allevamenti di fornitori Lidl in Italia, che svelavano condizioni preoccupanti e sofferenze estreme per i polli. E proprio oggi vengono rilasciate in tutta Europa nuove immagini – pubblicate dall’organizzazione austriaca VGT, membro di Open Wing Alliance, coalizione di cui anche Essere Animali fa parte – che riguardano un fornitore di Lidl in Austria. Nelle immagini si vedono animali sofferenti, schiacciati e maltrattamenti da parte degli operatori.

Video che arrivano dopo altre inchieste rilasciate in Germania, Spagna e Italia, che hanno mostrato gravissime carenze, maltrattamenti e condizioni insalubri per gli animali.

“La pubblicazione di queste inchieste dimostra che queste cattive pratiche e le sofferenze a cui sono costretti i polli si ripetono in diversi Paesi dell’Unione Europea, Italia compresa. Lidl sostiene di essere un supermercato di riferimento per il benessere degli animali, ma anche in Paesi come l’Austria, dove alcuni requisiti sono più severi, gli standard sono piuttosto bassi, mettendo a rischio sostenibilità e sicurezza alimentare,” dichiara Brenda Ferretti, Campaigns Manager di Essere Animali.

allevamento

La campagna #LidlChickenScandal

L’organizzazione rilancia, dunque, la campagna #LidlChickenScandal – aperta lo scorso ottobre dalla Open Wing Alliance con l’adesione di oltre 20 ONG in tutta Europa – e chiede a Lidl di prendere una posizione più netta in tema di tutela degli animali, aderendo allo European Chicken Commitment, una serie di criteri minimi di benessere animale, formulati per ridurre la sofferenza dei polli tramite l’adozione di politiche aziendali che affrontano le principali criticità di allevamento.

“In Europa – ricorda Essere Animali – sono oltre 300 le aziende che hanno già scelto di aderire all’ECC, tra cui anche alcune italiane, come Carrefour, Cortilia, Eataly e Fileni. Si tratta di aziende che hanno scelto di lavorare in una direzione in linea con quanto richiesto dalle associazioni, una dimostrazione concreta di come le richieste contenute nell’ECC siano non solo attuabili, ma anche in linea con le aspettative dei consumatori, sempre più attenti al benessere degli animali allevati e alla sostenibilità delle aziende”.

Nell’ambito della campagna sono state raccolte oltre 250mila firme in tutta Europa. Secondo le ONG, un eventuale impegno di Lidl avrebbe un impatto positivo nei confronti di milioni di animali, essendo l’azienda uno degli attori principali della grande distribuzione organizzata, con una presenza in 32 Paesi nel mondo e 12 mila punti vendita, 700 solo in Italia.

Parliamone ;-)