Caporalato, arrestate 7 persone tra Terracina e la provincia di Venezia

Caporalato, arrestate 7 persone tra Terracina e la provincia di Venezia

Sette persone sono state arrestate dai Nas con l’accusa di “associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento di extracomunitari in agricoltura, estorsioni ed uso di fitofarmaci non autorizzati per le coltivazioni in serra”. È quanto si apprende dall’Ansa.

L’operazione è stata svolta dai carabinieri dei Nas di Latina, tra Terracina (Latina) e la provincia di Venezia. I provvedimenti sono stati emessi dal gip del tribunale di Latina.

Caporalato, le indagini dei Nas di Latina

Secondo quanto spiegato dall’Ansa, le indagini sono partite nel 2019, a seguito della denuncia di un bracciante di origine bengalese. “Il gruppo avrebbe sfruttato i braccianti servendosi di due “caporali””.

“Secondo gli inquirenti – si legge – l’organizzazione «assumeva e impiegava manodopera di cittadini stranieri, sottoponendoli a condizioni di sfruttamento approfittando del loro stato di bisogno e vulnerabilità»”.

Inoltre, “per chi indaga, la stessa organizzazione criminale «perseguiva, con l’ausilio di un agronomo destinatario di una delle misure cautelari, una spregiudicata coltivazione di rogati destinati al mercato locale, nazionale ed europeo, incentrata su metodi irregolari ricorrendo all’uso continuo e massivo di fitofarmaci non autorizzati sulle culture in serra, impiegando in tali compiti lavoratori non formati, non abilitati e privi dei previsti dispositivi di protezione»”.

Durante le indagini sono stati identificati 157 lavoratori e sequestrati 224 litri di prodotti fitosanitari non autorizzati.

 

lavoro agricolo

 

Legambiente: per fermare illegalità servono contrasto e conoscenza

Legambiente ha espresso soddisfazione per l’operazione effettuata dai Nas.

“L’operazione svoltasi a Terracina (LT) e in provincia di Venezia, ancora una volta dimostra quanto sia necessario lottare per la legalità nel settore agricolo. Come associazione, ormai da anni il nostro impegno è rivolto alla lotta alle agromafie e al caporalato, attraverso percorsi di consapevolezza e conoscenza ma anche e soprattutto per mezzo di strumenti di contrasto e sanzione”, hanno commentato Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente Roberto Scacchi, presidente Legambiente Lazio.

“Il problema – hanno proseguito – è ancora radicato e preoccupante e l’operazione dei Nas lo dimostra. Per invertire la rotta serve una sinergia tra controllori e decisori politici, a cui spetta il compito di imprimere un nuovo corso. Aspetto da non trascurare, in questo ambito, riguarda l’utilizzo di fitofarmaci illegali, pericolosi per l’ambiente e la salute“.

Per Legambiente, la svolta verso l’agroecologia non può non includere anche il rispetto dei diritti dei lavoratori e della legalità. “In agricoltura – concludono Ciafani e Sacchi – serve un cambio di passo affinché la legalità possa tornare nei campi e per fare in modo che nessuno venga più sfruttato”.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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