Capretta uccisa a Anagni, la denuncia delle associazioni animaliste

Capretta uccisa a Anagni, la denuncia delle associazioni animaliste (foto Pixabay)

“Ancora un animale ucciso da giovani durante una festa. La capretta massacrata a calci da diciottenni a Anagni, durante una festa di compleanno, è l’ennesima vittima di una violenza cieca e indiscriminata”: così l’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali), secondo cui questo atto crudele, filmato in un video diffuso poi su internet, “dimostra la totale incapacità dei protagonisti di provare empatia e umanità, confermando ancora una volta la familiarità di molti giovani e giovanissimi con la ferocia e con la crudeltà”.

Il proprietario dell’agriturismo in cui si svolgeva la festa ha sporto denuncia.

Capretta uccisa a Anagni, le associazioni animaliste presentano denuncia

Anche diverse associazioni per la protezione degli animali si sono attivate.

L’Enpa, che ha presentato denuncia e che si costituirà parte civile nell’eventuale processo, ancora una volta richiama la responsabilità nell’educazione delle giovani generazioni: “Il fatto che nel video siano chiaramente individuabili voci di altri diciottenni presenti che incitano l’autore del gesto a continuare – afferma – richiede a nostro parere un’azione penale anche nei confronti dei presenti. Enpa chiederà inoltre che sia dichiarata la pericolosità sociale dei responsabili”.

Anche LNDC Animal Protection ha deciso di sporgere denuncia.

“Negli ultimi giorni ci siamo occupati di alcuni episodi di violenza sugli animali commessi dai bambini ai danni di un cane, di un coniglietto e di un riccio. Ora ci siamo imbattuti in questa terribile notizia che riguarda un gruppo di adolescenti. Il quadro che viene fuori mettendo insieme tutte queste notizie è davvero desolante per quanto riguarda le nuove generazioni ed è fonte di grandissima preoccupazione”, commenta Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection.

Per LAV, pronta a costituirsi parte civile, “sono ancora troppi i reati di violenza su animali che rimangono impuniti. Occorre potenziare la normativa sulla tutela penale degli animali con una legge più efficace e più severa per coloro che li maltrattano e uccidono, per contrastare ogni forma di violenza e di maltrattamento nei loro confronti”.

Codici presenta un esposto alla Procura

“Un gesto di gravità inaudita e di assoluta crudeltà che deve essere punito”, dichiara l’avvocato Alessandro Milani, legale di Codici”, che ha deciso di presentare un esposto alla Procura.

“Chiederemo alla Procura della Repubblica di indagare a fondo affinché i responsabili del vile gesto siano assicurati alla giustizia e vengano condannati per un episodio tanto grave di violenza -prosegue Milani. – Presenteremo denuncia per maltrattamento ed uccisione di animale, e ci costituiremo parte civile nell’eventuale processo penale”.

“Quello che colpisce e che lascia basiti – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – è la disumanità mostrata non solo dall’autore del gesto barbaro e vile, ma anche da chi intorno invece di fermarlo, lo incitava o riprendeva la scena con il cellulare. Ci auguriamo che gli inquirenti vadano fino in fondo in questa vicenda. Quanto accaduto non solo deve portare a delle condanne, ma anche ad iniziative concrete e forti di educazione, riflessione e sensibilizzazione che coinvolgano non solo i ragazzi, ma anche gli adulti, a partire dai genitori. Tutti devono assumersi le proprie responsabilità. Non è possibile rimanere impassibili di fronte a storie del genere, restare indifferenti ad episodi di una crudeltà inaudita“.

“Vicende che, purtroppo, non sorprendono più, a cui anzi c’è il rischio di assuefarsi visto con quanta frequenza si ripetono – conclude Giacomelli -. Quanto accaduto nell’agriturismo di Anagni nasconde un malessere profondo misto ad una pericolosità sociale, che non può e non deve essere sottovalutata. Serve una reazione da parte delle istituzioni e della società civile”.

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