Carceri

Proteste carceri. Cittadinanzattiva: tutelare salute dei detenuti

Continuano in Italia le rivolte in 27 carceri, dove i detenuti protestano per richiedere misure di protezione dal coronavirus e contestano lo stop alle visite dei familiari deciso dal Governo per contenere la diffusione dei contagi.

“Nella rivolta scoppiata nella casa circondariale di Modena hanno perso la vita sette persone. Una tragedia agghiacciante ed assurda, su cui occorre assolutamente fare chiarezza accertando ragioni e responsabilità e di fronte alla quale bisogna mettere da parte ogni tentazione di becera speculazione politica”, commenta Laura Liberto, coordinatrice nazionale di Giustizia per i diritti-Cittadinanzattiva.

Proteste nelle carceri, la posizione di Cittadinanzattiva

“Le proteste che stanno dilagando nelle carceri italiane, scatenate dall’emergenza coronavirus, scoperchiano in modo drammatico un vaso di pandora che da tempo, colpevolmente, si è scelto di ignorare, a cominciare dai grandi problemi del sovraffollamento e di una sanità penitenziaria estremamente carente – dichiara Laura Liberto – Sebbene non possiamo in alcun modo giustificare né legittimare forme di violenza, riteniamo che le ulteriori restrizioni volte a contenere il rischio di contagio, come la sospensione dei colloqui con i familiari, andavano adeguatamente comunicate ai detenuti e bilanciate garantendo la possibilità effettiva di continuare a comunicare con i propri parenti”.

 

Coronavirus, proteste nelle carceri
Coronavirus, proteste nelle carceri

Per Cittadinanzattiva andrebbero adottati provvedimenti straordinari volti a tutelare la salute di tutte le persone ristrette e del personale di polizia penitenziaria, cominciando subito dalle persone anziane e già affette da patologie. Eppure, fa notare l’Associazione, soltanto oggi si ha notizia della distribuzione di mascherine e dispenser per gel disinfettanti all’interno degli istituti penitenziari.

“Occorre assumere con urgenza decisioni coraggiose e responsabili, a cominciare da misure volte anzitutto a decongestionare la situazione del sovraffollamento – conclude Laura Liberto

favorendo da un lato il ricorso alla detenzione domiciliare e alle misure alternative, alla concessione degli arresti domiciliari in sede di adozione delle misure cautelari e adottando dall’altro un provvedimento di indulto per tutti i detenuti con fine pena breve. Salute e dignità hanno identico valore, che un cittadino sia libero o detenuto”

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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