Moschee

Moschee e riaperture Fase 2

Le riaperture previste dalla Fase 2 includono anche il ritorno in chiesa dei fedeli. Dal 18 maggio infatti, oltre che i parrucchieri e i centri estetici, ripartono anche le celebrazioni delle messe. Molte, naturalmente, le disposizioni che dovranno essere rispettare da parroci e fedeli perché il tutto si svolga in sicurezza e senza rischi di contagio.

Come si andrà in chiesa

Per l’ingresso in chiesa non è previsto il controllo della temperatura con il termoscanner ma si consiglia ai fedeli di non entrare in chiesa chi ha più di 37.5 di temperatura o chi è stato a contatto con malati di coronavirus. Le porte di accesso e di uscita saranno diversificate e l’ingresso dei fedeli contingentato. Se lo spazio per la celebrazione è troppo piccolo, potrà dire messa all’aperto e continuare con lo streaming per coloro che non possono recarsi di persona.

La mascherina sarà d’obbligo per fedeli e celebranti, niente acquasantiere ma gel igienizzante disponibile all’entrata. Vietato lo scambio della pace. Al momento della comunione il sacerdote dovrà sanificarsi le mani e porgere l’ostia ai fedeli senza toccare le loro mani.

E le moschee?

Se le linee guida per la riapertura delle celebrazioni cristiane sono state predisposte e prenderanno presto forma, vi è una buona parte di fedeli che invece dovranno aspettare ancora per tornare a pregare insieme. La grande comunità islamica residente in Italia, circa 1 milione e 200 mila persone, ha infatti deciso di mantenere le moschee e i luoghi di culto non ufficiali chiusi fino a dopo la festa di Eid El Fitr che chiude il Ramadan, il 23 maggio.

Le comunità islamiche aderenti all’Ucoii hanno preso “responsabilmente la loro posizione ritenendo la vita delle persone più sacra delle moschee stesse”, afferma il presidente dell’organizzazione, Yassine Lafram in una nota.

“Al di là di un eventuale annuncio da parte del Ministero dell’Interno, come Ucoii vorremmo esortare le comunità islamiche di tutta Italia ad adottare la scelta consapevole e dettata dalla prudenza di mantenere le sale di preghiera chiuse fino a quando sarà terminato il Ramadan e la festa di Eid el Fitr”.

L’Ucoii, insieme ai rappresentanti dei vari culti in Italia, sta individuando delle linee guida insieme al Ministero dell’Interno per poter riaprire in sicurezza ma “riteniamo che sia improbabile organizzare il grande flusso di devoti che durante il Ramadan frequentano i luoghi di culto e che soprattutto durante la festa di fine Ramadan, Eid El Fitr, popolano i locali di preghiera musulmani”.

Scrive per noi

Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

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