Come dire addio al proprio animale domestico: le nuove prospettive nella relazione uomo-pet (Foto Pixabay)

Per affrontare il lutto per la perdita di un animale domestico, Ines Testoni, Direttrice del Master in “Death studies and End of life” presso l’ateneo veneto e docente del Dipartimento FISPPA, suggerisce che una delle rappresentazioni più utili è pensare a chi si ama anche oltre la morte. “Purtroppo, ciò che ci manca è una visione consolatoria della morte degli animali, mentre dovremmo rivisitare le antiche mitologie per riscoprire cosa hanno di importante da dirci”, ha spiegato.

Il tema mira a chiarire le credenze inconsce e le influenze sociali riguardo la morte degli animali, per affrontare e valorizzare la perdita di una relazione molto preziosa: “Serve una rivoluzione dei costumi”.

Per molte persone, infatti, gli animali domestici non sono solo semplici animali: diventano membri della famiglia, compagni fedeli e fonti inesauribili di amore incondizionato. La loro perdita può quindi essere devastante, provocando un dolore profondo e un senso di vuoto. Affrontare il lutto per un animale domestico è un processo complesso e personale. Ecco alcuni suggerimenti per affrontare questo difficile periodo.

Durante il periodo di lutto, innanzitutto, è cruciale prendersi cura del proprio benessere fisico ed emotivo: circondatevi di persone empatiche, capaci di fornirvi supporto, in primis in termini di ascolto, presenza e accoglienza. In attesa che il dolore si plachi e magari possiate anche maturare l’idea di adottare un nuovo compagno a 4 zampe, valutate se riporre via (o regalare) gli oggetti appartenuti al vostro amico animale, ma non forzatevi a fare diversamente. Infine, allontanatevi immediatamente da persone che tendono a liquidare il fatto con battute banali o sarcastiche del tipo “ma dai era solo un gatto” (Vanity Fair).

Nel caso in cui la gestione del dolore risulti eccessivamente difficile o se il lutto interferisca significativamente con la vita quotidiana, potrebbe essere utile parlarne con un professionista della salute mentale. Un terapeuta, infatti, può offrire gli strumenti e le strategie giuste per affrontare il dolore e trovare un modo per andare avanti.

L’importanza dell’informazione e del supporto nel fine vita

Un’occasione di particolare interesse sul tema è prevista per il 19 giugno, un evento ECM (Educazione Continua in Medicina) dal titolo “Fine vita: nuovi orizzonti nella relazione uomo-animale e animale-animale”. Si terrà con l’obiettivo di formare medici veterinari e psicologi del Veneto. Questo convegno, patrocinato dagli ordini professionali dei medici veterinari e delle psicologhe e psicologi del Veneto, si prefigge di fornire conoscenze e competenze per supportare meglio le persone che vivono la malattia terminale, la decisione dell’eutanasia e la morte del proprio animale domestico.

Attraverso una maggiore consapevolezza e un approccio collaborativo tra medicina veterinaria e psicologia, si spera di offrire un supporto più efficace e sensibile durante questi momenti difficili.

“Ci sono molti modi per stare accanto al proprio animale d’affezione ed essere sufficientemente informati, consapevoli e forti, può fare la differenza nell’accompagnarlo anche durante il fine vita”, ha affermato la professoressa Marta Brscic, responsabile scientifica dell’iniziativa.

Questo evento si propone di formare le figure professionali che possono maggiormente contribuire nel creare un contesto supportivo per il fine vita degli animali domestici. Veterinari e psicologi si incontreranno per scambiare e fondere le loro conoscenze e competenze, per poi trasferirle alla cittadinanza durante l’evento finale del progetto “Vet4HELP”.


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