D.I.Re, donne in rete contro la violenza: il report dei centri antiviolenza e delle attività realizzate sul territorio nazionale nel 2023 (Foto di Alexa da Pixabay)

D.I.Re, donne in rete contro la violenza: nel 2023 aumentano le richieste di aiuto

DI.Re ha pubblicato il report dei centri antiviolenza e delle attività realizzate nel 2023: sono state accolte 23.085 donne, con un aumento dell’11,5% rispetto al 2022. Di queste, 16.453 erano nuove richieste di aiuto, con un incremento del 15% rispetto all’anno precedente

Donne in rete contro la violenza (D.i.Re) ha elaborato anche per il 2023 la fotografia della Rete dei centri antiviolenza e delle attività realizzate sul territorio nazionale. I dati del nuovo report evidenziano una crescita significativa delle risorse impiegate per sostenere le donne vittime di violenza, ma allo stesso tempo sottolineano l’insufficienza di tali risorse, evidenziando la necessità di un maggiore supporto da parte delle istituzioni e dei finanziatori, sia pubblici che privati.

Secondo l’indagine, nel 2023, sono state accolte 23.085 donne, segnando un aumento dell’11,5% rispetto al 2022. Di queste, 16.453 erano nuove richieste di aiuto, con un incremento del 15% rispetto all’anno precedente. Questo aumento significativo dimostra l’importanza e l’efficacia della presenza della Rete dei centri antiviolenza sul territorio.

Antonella Veltri, presidente di D.i.Re, ha dichiarato: “L’incremento di centri e sportelli antiviolenza e di donne accolte dimostra il valore della presenza della Rete sul territorio. Questa crescita rende ancora più evidente l’urgenza di politiche nazionali di sostegno ai centri antiviolenza, che ancora oggi basano le loro attività prevalentemente sul volontariato”.

I dati: risorse complessivamente insufficienti

Nonostante la crescita delle risorse e delle attività, i centri antiviolenza continuano a fare i conti con risorse complessivamente insufficienti.

Le Regioni rappresentano il principale contributore pubblico con il 79,5% dei fondi, seguite dai Comuni, che superano la metà del totale con il 61,9%. Tuttavia, il contributo comunale è cresciuto notevolmente, passando dal 50,1% del 2021 al 61,9% del 2022. Anche i finanziamenti privati mostrano un incremento, aumentando di 11 punti percentuali rispetto all’anno precedente.

I centri antiviolenza della Rete D.i.Re, composti da 87 organizzazioni che gestiscono 117 centri e 218 sportelli, offrono accoglienza e supporto a migliaia di donne in tutto il territorio nazionale. Nel 2023, 112 centri hanno accolto 23.085 donne, con un incremento dell’11,5% rispetto al 2022, di cui 16.453 nuove (+15%). Questi numeri riflettono non solo la crescente necessità di tali servizi, ma anche l’importanza cruciale del loro ruolo.

La maggior parte delle donne che si rivolge ai centri antiviolenza ha tra i 30 e i 49 anni. Sono prevalentemente italiane, anche se un quarto di esse è di nazionalità straniera. Le forme di violenza più frequenti sono quella psicologica (82,2%) e fisica (56,5%), seguite dalla violenza economica, sessuale e dallo stalking.

Il ruolo cruciale del volontariato

Molti di questi centri operano grazie al volontariato e affrontano difficoltà economiche che limitano la loro capacità di offrire supporto completo e continuativo alle donne in difficoltà. Questo sottolinea l’urgenza di implementare politiche nazionali di sostegno che possano garantire risorse stabili e sufficienti.

Il volontariato, infatti, rappresenta la spina dorsale delle attività dei centri antiviolenza. I volontari forniscono supporto emotivo, consulenza legale, assistenza psicologica e aiuto pratico alle donne vittime di violenza. Tuttavia, la dipendenza dal volontariato mette in evidenza la vulnerabilità di questi centri, soprattutto in termini di continuità e qualità dei servizi offerti.

Richieste di sostegno istituzionale

D.i.Re continua a fare appello alle istituzioni e ai finanziatori per un maggiore supporto. È necessaria una rete di finanziamento solida e duratura che possa garantire ai centri antiviolenza le risorse necessarie per operare efficacemente e per espandere i loro servizi in modo da poter accogliere e supportare un numero sempre maggiore di donne. La richiesta è che le politiche nazionali riconoscano il valore fondamentale di questi centri e investano adeguatamente nel loro sostegno.

Il report del 2023 di D.i.Re mette in luce tanto i progressi quanto le sfide nella lotta contro la violenza sulle donne in Italia. L’aumento delle donne accolte è un segno positivo dell’efficacia dei centri antiviolenza, ma l’insufficienza delle risorse rimane una preoccupazione pressante. È fondamentale che le istituzioni pubbliche e i finanziatori privati rispondano a questa esigenza con un maggiore impegno e sostegno, garantendo che ogni donna abbia accesso al supporto necessario per uscire dalla violenza e ricostruire la propria vita.


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