Diritti Infanzia e adolescenza

Nel 2019, 80 scuole primarie e 10.000 alunni sono stati coinvolti nel progetto “I bambini parlano diritto”, 7.121 studenti nel progetto contro il cyberbullismo: sono alcuni dei numeri riportati nella “Relazione al Parlamento 2019”, presentata dall’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza. A questi dati si aggiunge il bilancio totale di quattro anni di attività, dal 2016 al 2020: 35.000 bambini direttamente coinvolti in attività e progetti, 56 incontri con minorenni, tra visite e ispezioni.

Al centro del documento il concetto di “relazione” come filo conduttore e chiave di lettura. “L’emergenza provocata dal coronavirus ci ha fatto riscoprire l’importanza delle relazioni, perché ha costretto le persone, da un lato, a vivere a distanza e, dall’altro, a vivere a stretto contatto, all’interno delle case” commenta il Garante Filomena Albano. 

“E l’emergenza ha inciso in modo significativo anche sulla vita e sul benessere di bambini e ragazzi, costretti a restare nelle abitazioni, senza la scuola e senza contatti sociali. Si tratta di limitazioni che, seppure nate per tutelare il diritto alla salute pubblica, finiscono per avere un impatto importante su  bambini e  ragazzi e per questo impongono alle istituzioni e alla comunità di attivarsi per trovare soluzioni che tengano conto anche dei diritti dei più piccoli”.

 

Relazione 2019 Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza
Relazione 2019 Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza (Fonte: AGIA)

Famiglia, minori, scuola, un estratto della Relazione

Famiglia, minori, minori non accompagnati, diritti a scuola, bullismo e cyberbullismo, tossicodipendenza, inclusione: sono alcune delle tematiche che l’Autorità ha affrontato nel corso dell’anno, individuando le principali priorità su cui operare.

Rafforzare il sistema di tutela minorile, supportando “le famiglie nella maturazione di competenze educative, affettive ed emotive così da prevenire la necessità di ricorrere agli allontanamenti. Inoltre disciplinare i procedimenti giudiziari in materia di responsabilità genitoriale secondo i principi costituzionali del “giusto processo”, garantendo in particolare il diritto all’informazione delle parti, la nomina del curatore speciale e dell’avvocato del minorenne, tempistiche certe e adeguate, l’impugnabilità dei provvedimenti”.

Prevenire ogni forma di violenza, ribadendo “la necessità di un sistema di rilevazione e monitoraggio, ad oggi assente, che fotografi il fenomeno, in modo da poterlo affrontare in tutti i suoi aspetti”.

L’Autorità raccomanda, inoltre, “scuole aperte al territorio, una didattica partecipativa, interventi per lo sviluppo della consapevolezza digitale e azioni di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo”. In collaborazione con il Miur ha poi predisposto delle linee guida, diffuse su scala nazionale, per garantire pari opportunità nell’istruzione dei bambini e dei ragazzi che vivono temporaneamente lontano dalla famiglia di origine.

Il Cyberbullismo spiegato ai ragazzi

L’Autorità garante ha realizzato una versione “child friendly” della legge 71/2017 “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”. La pubblicazione si intitola “Cyberbullismo. Cos’è e come difendersi” e in 24 pagine, con disegni e parole semplici, aiuta i ragazzi a comprendere quali sono i loro diritti, quando sono violati e come proteggersi. L’opuscolo dell’Autorità garante è stato presentato in occasione del Safer Internet Day 2020, giornata mondiale per la sicurezza in Rete.

Nel 2019 inoltre l’Autorità garante ha promosso un progetto itinerante in tutta Italia dal titolo “Off Line – La vita oltre lo schermo”. Iniziativa che ha raggiunto oltre 7100 studenti, con 307 classi coinvolte e 11 città toccate. L’obiettivo è stato quello di sensibilizzare i ragazzi attraverso la storia vera di Alice, vittima di bullismo, al centro di un docufilm oggetto di dibattito con gli studenti.

I minori e la Legge

L’Autorità garante – si legge nella Relazione – ha incontrato i ragazzi in area penale esterna di otto distretti di corte d’appello: Torino, Milano, Venezia, Roma, Perugia, Napoli, Reggio Calabria e Palermo. Si tratta di “ragazzi e ragazze in attesa di processo, o sottoposti a misura cautelare non detentiva o che beneficiano della messa alla prova, oppure di ragazzi condannati che usufruiscono di una misura penale di comunità. Insieme a loro sono stati sentiti i magistrati e gli operatori dei servizi sociali che li accompagnano ad acquisire consapevolezza di quanto hanno compiuto e a costruire un futuro diverso”.

Da questi incontri è nato il documento “AgiAscolta”, che spiega come fenomeni quali il disgregamento dei legami sociali, l’evaporazione della famiglia, l’assenza di relazioni significative siano alla base di azioni violente e antisociali e di scelte sbagliate. Un dato che accomuna la maggioranza dei casi, su tutto il territorio: Nord, Centro e Sud, grandi città e piccoli centri.

 

Relazione 2016-2020 (Fonte: Agia)
Relazione 2016-2020 (Fonte: Agia)

Prevenzione contro l’abuso di droga e alcool

Prioritarie anche le problematiche legate alle dipendenze da droga e alcol, tema affrontato attraverso un ciclo di consultazioni che ha portato alla formulazione di una segnalazione alle istituzioni in merito alle iniziative da adottare. “Prevenzione e presa in carico sono solo due dei possibili interventi. Secondo l’Autorità garante vanno incrementati i controlli sanitari tra i 10 e i 14 anni, va previsto l’obbligo della trasmissione della scheda clinica dei ragazzi nel passaggio dalla cura dei pediatri a quella dei medici di famiglia e vanno promosse campagne di sensibilizzazione sulle conseguenze dell’abuso dell’alcol, il cui divieto di vendita ai minorenni andrebbe controllato con maggior intensità”.

Infanzia e adolescenza, uno sguardo sull’inclusione come diritto

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha proposto la creazione di una banca dati sulla disabilità a livello nazionale, con dati disaggregati, per la fascia di età 0-17 anni; informazioni necessarie affinché possano essere realizzati programmi appropriati, anche ascoltando i minorenni disabili, le famiglie e le organizzazioni della società civile.

Particolare attenzione è stata posta sui diritti dei bambini e dei ragazzi di seconda generazione e dei minori non accompagnati. In quest’ultimo caso il tutore volontario costituisce una figura chiave – si legge nella Relazione.

Nel 2019 l’Autorità garante ha pubblicato il primo Rapporto di monitoraggio sul sistema della tutela volontaria, realizzato con le risorse del Fondo asilo, migrazione e integrazione (Fami) gestito dal Ministero dell’interno. L’indagine è stata condotta con la partecipazione dei tribunali per i minorenni, dei garanti regionali e delle province autonome.

Inoltre è stata perfezionata l’attività per l’adozione della Carta etica del tutore volontario, svolta in collaborazione con Save the Children e l’Associazione italiana dei magistrati per i minorenni e per la famiglia (Aimmf). Si tratta di “un documento di principi destinato a orientare il tutore nei comportamenti e nelle decisioni da adottare, soprattutto in situazioni che implicano valutazioni complesse, e a garantire alla persona di minore età la consapevolezza dei propri diritti”.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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