E’ più che salato il verdetto che arriva da Strasburgo sulla vicenda dell’emittente televisiva Europa 7 di Francescantonio Di Stefano: l’Italia deve pagare una multa di 10 milioni di euro per non averle concesso le frequenze per 10 anni. Lo ha deciso la Grande Chambre della Corte Europea dei diritti dell’uomo: l’Italia ha violato l’articolo 10, quello sulla libertà d’espressione e d’informazione, della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, e l’articolo 1 (del Protocollo n.1) sulla protezione della proprietà. Violati anche altri articoli e l’Italia deve pagare a Europa 7 ben 10 milioni di euro per i danni materiali e 100.000 euro per le spese legali.
La lunga storia di Europa 7 ha inizio nel 1999, quando la società ottenne la licenza per trasmettere attraverso 3 frequenze, coprendo l’80% del territorio nazionale. Ma per 10 anni non ha avuto la possibilità concreta di trasmettere poiché l’Italia non le ha concesso le frequenze. Mentre per la legge (la n. 249 del 1997) Europa 7 avrebbe dovuto aspettare al massimo due anni per trasmettere, dopo aver ottenuto la licenza, le autorità italiane ci hanno messo lo zampino, interferendo con i suoi legittimi diritti: hanno introdotto continuamente leggi che estendevano il periodo in cui le televisioni che già trasmettevano potevano mantenere la titolarità di più frequenze.

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Redazione
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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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