Cosa preoccupa di più gli italiani oggi? Non tanto il futuro economico del Paese, quanto le prospettive di lavoro che allarmano il 99% della popolazione. E’ un’Italia ancora immersa nella crisi, con poche certezze e molte paure, quella fotografata dall’osservatorio Confesercenti-Ispo: ormai un quarto delle famiglie (il 25%) è direttamente coinvolto dalla crisi, per la perdita di posto di lavoro o per la messa in cassa integrazione di uno dei propri membri. Rispetto a novembre 2011 il dato è aumentato dell11%.
Cala, invece, dell’8% il numero di italiani preoccupati  per la situazione economica dell’Italia o della propria Regione. Una debole “boccata d’aria” che si intravede anche nei confronti del futuro: gli italiani credono in una ripresa per l’anno prossimo sono passati dal 19% del mese di novembre al 42% di oggi. Il vero timore è il lavoro: calano leggermente i “molto preoccupati” (che passano dal 71% di novembre al 68% di oggi) ma aumenta chi si dice “abbastanza preoccupato” (dal 26% al 31%). Praticamente scomparsi i “sicuri”: solo l’1% si definisce “poco preoccupato”. Ad avere paura sono soprattutto i giovani: il maggior dato di “molto preoccupati” si registra infatti tra i 18-24enni (81%) e i 35-44enni (75%). Il timore colpisce anche i piccoli centri, con meno di 5.000 abitanti: lavoratori con qualifiche meno elevate, studenti e ovviamente disoccupati vedono decisamente nero.
Ha paura chi ha vissuto in famiglia la perdita del lavoro o la cassa integrazione (81%) e comincia ad aver paura anche chi il posto di lavoro ce l’ha già. Sette italiani su dieci sono “preoccupati” e quasi 4 su 10 sono “molto preoccupati”. Il 19% dei nuclei famigliari, pari a 4.560.000 famiglie, ha pagato la crisi sulla propria pelle, vivendo la perdita del posto del lavoro di un proprio caro. In crescita (+8%) anche i cassaintegrati: il 14% delle famiglie rivela di avere un parente che ha usufruito o prevede di usufruire degli ammortizzatori sociali, per un totale di 3.360.000 nuclei.
In questo momento, la crisi unisce Nord e Sud: le aree più colpite sono il Nord Est (28%), il Sud e Isole (28%). Vanno un po’ meglio Nord Ovest (23%) e Centro (22%). Diffuse ancora le preoccupazioni delle famiglie per la propria condizione economica. Prospettive nere anche sulla situazione del credito nel Paese: il 68% degli intervistati, circa due italiani su tre, è preoccupato dalla difficoltà di ottenere prestiti e finanziamenti. Il livello massimo di timore si registra tra i lavoratori meno qualificati (86%), i giovani tra i 18 e i 34 anni (74%) e gli imprenditori (72%). La preoccupazione degli imprenditori per il credito si innesta in uno stato più generale di timore fra la popolazione per l’effetto che la crisi sta avendo sulle piccole e medie imprese italiane. L’86% degli italiani, infatti, è convinto che la crisi abbia messo in ginocchio le aziende di piccole dimensioni più di quelle grandi. Un dato in crescita del 5% rispetto alle rilevazioni di novembre 2011.


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